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venerdì 3 dicembre 2021

Un libro dallo scaffale: La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker

La scomparsa di Stephanie Mailer 

di Joël Dicker

Questo mese il Club del Libro ha scelto un libro del genere Giallo, genere del quale io non sono una grande estimatrice, quindi ho lasciato i suggerimenti alle altre componenti del gruppo.

Personalmente sono un disastro a risolvere i polizieschi, non capisco mai chi sia il colpevole, per questo motivo, spinta dalla curiosità, leggo i libri gialli sempre molto velocemente. Questa volta mi sono goduta di più la lettura perchè i continui flash back mi hanno coinvolta e non ero solo focalizzata sullo scoprire il colpevole.

La storia è un continuo rimbalzo tra il 2014 e il 1994, sembra di vedere una puntata di Cold Case.

Il capitano della polizia di New York Jesse Rosemberg, la sera della cerimonia per il suo pensionamento, viene avvicinato dalla giornalista Stephanie Mailer. La giovane reporter dell' Orphea Cronicle vuole parlare con lui di un quadruplice omicidio avvenuto 20 anni prima nella cittadina di Orphea: vennero uccisi il Sindaco Gordon, sua moglie, il figlio e Meghan Paladin. La donna sostiene che nel 1994, Rosemberg e il suo collega Derek Scott presero un granchio, si sbagliarono di grosso "ciò che era sotto gli occhi di tutti non fu visto, e venne accusata la persona sbagliata" Ted Tennenbaum che durante le indagini morì in un incidente.

Quando Rosemberg vuole ricontattare Stephanie non riesce a trovarla e cercando la giornalista scomparsa gli sorgeranno dei dubbi sul quel caso risolto così brillantemente ad inizio carriera. Chiederà aiuto al suo collega di un tempo e da quel punto il libro è un continuo andirivieni tra il 2014 2e il 1994 non solo per i due detective , ma per tutti i personaggi che ruotano attorno a questa vicenda.

Ci sono molti personaggi, tutti con delle storie molto interessanti e fino alla fine non si capisce chi sia il colpevole perchè apparentemente molti avrebbero avuto motivo di uccidere ... 


L'autore

Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985, dove vive tuttora. È autore di cinque romanzi tradotti in 40 lingue che hanno venduto oltre 10 milioni di copie.

Il suo romanzo "La verità sull'affare Harry Quebert" è stato il romanzo in lingua francese più venduto dell'ultimo decennio nell'editoria francese.

Nel 2018 "La Disparition de Stéphanie Mailer" è stato il libro più venduto in Francia in quell'anno.

Joël Dicker ha vinto premi in molti paesi. In Francia ha ricevuto il premio Erwan Bergot per "Gli ultimi giorni dei nostri padri", poi il premio alla vocazione Bleustein-Blanchet, il Grand prix du roman de l'Académie française e il Prix Goncourt des Lycéens per "La verità sull'affare Harry Quebert". Quest'ultimo romanzo è stato anche eletto tra "i 101 romanzi preferiti dai lettori del mondo" ed è stato adattato in serie televisiva da Jean-Jacques Annaud con Patrick Dempsey nel ruolo principale.


venerdì 19 novembre 2021

Un libro dallo scaffale: La casa del gelsomino bianco. Recensione e intervista all'autrice.




La casa del gelsomino bianco

di
Sara Serra



Il primo aggettivo che mi viene in mente riguardo a questo libro è profumato. Le descrizioni che Sara fa dei luoghi e delle stagioni, te ne fanno sentire i profumi.

Una storia prevalentemente al femminile nella quale i protagonisti sono delineati in maniera dettagliata ma mai eccessiva. Pare che l'autrice sappia esattamente quanto il lettore voglia conoscere dei vari personaggi e non eccede mai. 

Si tratta della storia di una famiglia declinata al femminile: tre cugine e due zie attorno alle quali gravitano alcune figure maschili. un libro che parla di donne, della loro forza, delle loro debolezze, delle capacità e dei sogni ma anche delle paure e dei dolori.
la storia si dipana in un continuo andirivieni tra passato e presente, qualcosa rimane non raccontato e si percepisce che sia un fatto importante: il giusto pizzico di sale che da sapore al racconto e ti tiene incollata alle pagine.
La tisaneria alla quale Alena vuole ridare vita sembra il sogno segreto di ogni lettrice accanita.

«A essere sincera», ammisi, «non ho ancora preparato un piano per il negozio. Devo lavorarci su ma ho già le idee chiare. Oltre ai nostri infusi vorrei servire prodotti da forno e pasticceria, creare un ambiente caldo e intimo: un rifugio per chi ama leggere e sorseggiare qualche infuso tra un libro e un altro o semplicemente con qualcuno accanto.»

Due uomini appaiono nella vita della protagonista, entrambi in qualche modo legati al suo passato e forse faranno parte del suo futuro. Sicuramente però Alena è concentrata sul presente , sul progetto di rilanciare e rimettere a nuovo l'azienda di famiglia: non è forse per questo che è tornata dal Canada?

Questo libro può essere letto dando rilevanza a diversi aspetti: la crescita personale, la storia di una famiglia, la progettualità femminile e la determinazione quando si tratta di lavoro.

Alena nella sua tisaneria propone infusi speciali, dalle zie ha imparato le caratteristiche delle erbe e il suo istinto la a iuta a trovare la miscela giusta per ogni persona, quello che lei chiama "infuso rivelatore"... un po' come la Vianne di Chocolat.
Ho sempre pensato che sarebbe bello entrare in un locale e trovare qualcuno che si prenda cura di trovare la giusta combinazione di spezie per la tua cioccolata, il giusto mix di erbe pe la tua tisana o la giusta tostatura per il tuo caffè.

Alena lotta a fianco delle sue cugine e delle zie per mantenere in vita l'azienda di famiglia, il frutteto, il vigneto e i cavalli, ma i problemi sono tanti. Ce la farà il finanziatore a dare l'aiuto necessario?

"Poteva sembrare sciocco piangere la morte di uno stupido albero ma era come se, ancora una volta, fossi venuta meno al lavoro dei miei nonni e come se dovessi vedere un altro pezzettino della tenuta sgretolarsi sotto ai miei occhi impotenti." 

Qual è il motivo che ha spinto Alena a fuggire in Canada per tre anni? 
Perché Cleo è così aspra nei suoi confronti?
Ethan, compagno di tutta la vita, sarà relegato al ruolo di amico?

«Mi dispiace così tanto, piccolo mio. Non so davvero perché tutto questo stia succedendo a noi», provò a dirmi con la voce rotta dal pianto.

Ad un certo punto della narrazione, quello che sembrava essere il racconto realistico di una storia famigliare, prende una piega più fantastica e spirituale. Questo cambio di direzione mi ha colto alla sprovvista ed ha scatenato in me un certo disappunto. Temevo che il lato surreale avrebbe preso il sopravvento stravolgendo quella storia di famiglia e sentimenti alla quale mi ero così affezionata. L'autrice è stata in grado di calmierare bene questi due elementi spiazzandomi con più di un colpo d scena.

«La vita non è che un continuo susseguirsi di cicli e ricicli, di scene che si ripetono e immagini che si susseguono negli anni», disse. «Quando tutto sembra finito, qualcosa di più bello è pronto a ricominciare.»

Il finale della storia mi ha colta impreparata, mi ha sorpresa totalmente... ma non vi svelerò nulla.

"La neve cominciò a fioccare dietro alle finestre appannate e “Villa Sole” si ammantò di bianco come una sposa timida davanti al suo inverno migliore, quello che avrebbe cristallizzato ogni fiore, ogni petalo e ogni foglia per prepararci alla più calda e colorata primavera."

 
Sara Serra è nata a Mazara del Vallo (TP) nel 1982 ma vive a Roma.
Laureata in scienze giuridiche con un passato da lit-blogger coltiva sin da piccola la passione per la scrittura e ama leggere senza distinzione di genere.
Sogna di ereditare un castello con 40 cani e un enorme libreria.

Intervista:

Quando è nata la tua voglia di scrivere? 
Già alle elementari scrivevo poesie in rima (o quasi) e storielle fantasiose. Credo che scrivere sia un vizio di famiglia, anche mio nonno ce l'aveva e anche mia sorella ama farlo. 

Hai fatto degli studi per affinare e tua capacità di scrittrice? 
Ho frequentato due corsi di scrittura creativa più un corso specifico per il genere giallo e poliziesco con tutti i suoi sottogeneri. In effetti, il thriller è uno dei generi che preferisco leggere. 

I tuoi studi universitari (scienze giuridiche indirizzo investigativo) hanno influenzato il tuo modo di scrivere i Thriller? O anche di leggerli?
Forse adesso sono più avvezza a scovare le indagini inverosimili, le situazioni assurde e inesattezze varie ed eventuali. Ma essendo romanzi, una certa libertà letteraria è più che tollerata, o no?

Quando hai pensato di essere in grado di scrivere un libro? Immagino sia un sogno che hai sempre avuto, ma quando hai realizzato che ne saresti stata capace?
Quando leggendo molti dei libri considerati imperdibili, mi sono resa conto che alcuni dei testi conclamati, su di me non avevano grande appiglio mentre, al contrario, romanzi poco noti mi sono entrati nel cuore. Ho capito che la letteratura è soggettiva e che magari ciò che scrivo può trovare il favore di qualche lettore, meno di qualche altro. Una cosa che non è soggettiva, invece, è la capacità narrativa e l'uso corretto della grammatica. Ma quelli sono gli strumenti dello scrittore che si affinano solo con la pratica e con lo studio. Frequentare i corsi di scrittura creativa e mettermi in relazione con altri autori inediti mi ha aiutato a capire come approcciarmi alla scrittura e poi, in seguito, a una casa editrice. Quando è arrivata la prima proposta di pubblicazione, allora ho avuto la certezza di esserne davvero capace. 

La trama di questo libro è abbastanza complessa, com'è nata?Un poco alla volta o quando ti sei messa a scrivere avevi già chiara in mente la storia? 
Ho scritto questo libro in sette anni. L'idea è partita da un mercato della domenica, osservando una famiglia tutta al femminile dietro al bancone della frutta e della verdura che preferivo. Poi tutto il resto è nato scrivendo. Inizio sempre prendendo appunti sui personaggi, sui luoghi, sui punti salienti della trama e poi da lì costruisco la storia in base a quello che mi dettano testa e cuore durante la stesura. A volte prevale l'uno e a volte l'altro. Dalle oltre 400 cartelle iniziali ho cominciato il vero lavoro di lima e cesello, quello che reputo il più difficile in assoluto. Ho riletto un'infinità di volte il testo modificando qualcosa ogni volta e anche Alena ed Ethan, con il passare degli anni, sono molto cambiati. Forse perché intanto sono cambiata anch'io. Ho smesso di rileggere e correggere, anche con l'aiuto della mia editor, solo pochi giorni prima del visto si stampi. Anche adesso, se lo rileggessi per intero, cambierei di sicuro qualcosina... 

I caratteri dei personaggi del libro ti sono stati ispirati da persone che conosci o sono totalmente frutto della tua fantasia? 
Assolutamente frutto della mia fantasia. Creare persone (alcuni li chiamano personaggi) dal nulla e dare loro un carattere specifico e delle peculiarità è, secondo me, la parte più divertente di scrivere un romanzo. 

Stai pensando ad un altro libro? 
Certo! A due in realtà. Uno è già in stesura. Si tratta di un romance suspense ambientato nelle Ardenne. O per lo meno l'idea è quella. Vedremo, poi, dove mi porterà la penna.



Ho letto anche i ringraziamenti alla fine del tuo libro e mi è piaciuta molto la tua riflessione alla fine

 "Non dovremmo mai fermarci noi donne, davanti a niente e nessuno. Inseguiamoli sempre i nostri sogni, realizziamo tutti i nostri desideri, facciamo tutto ciò che è in nostro potere se questo non lede alcuno ma serve a renderci felici. Non lasciamo che qualcuno ci annulli o zittisca o tenti di sopraffarci. Altrimenti, che siamo donne a fare?"


Alla fine del libro c'è un QRcode con il quale è possibile accedere ad una playlist di canzoni associate ai vari capitoli del libro.

venerdì 12 novembre 2021

Club del Libro: La cacciatrice di storie perdute di Sejal Badani

 Nel mese di ottobre, qui alla base, abbiamo cercato di ridare vita al Club del Libro, un'attività che avevamo iniziato nel marzo del 2020 pensando che il Club ci avrebbe potuto dare un'occasione di confronto e anche un momento d'incontro con le atre donne presenti qui ... poi arrivò il Covid e il Confinement.

Abbiamo continuato a leggere ed abbiamo provato ad avere degli incontri virtuali: non è andata malissimo, abbiamo comunque avuto letture condivise per 8 mesi.

Ora che le misure di distanziamento sono più morbide, abbiamo pensato di rilanciare l'attività e cominceremo con 

La cacciatrice di storie perdute 

di Sejal Badani

Best seller internazionale tradotto in 12 lingue.
Questo libro scelto un po' per caso, sperando che il titolo invogliasse un maggior numero di donne a partecipare alla lettura condivisa, si è rivelato molto appassionante. Alcune di noi hanno fatto notte fonda, non riuscendo a staccargli gli occhi di dosso!

Jaya, giornalista newyorchese di origini indiane parte per l'India per scoprire che cosa il nonno morente voglia lasciare a sua madre. In realtà la giovane donna sta cercando di sfuggire al dolore causato dalla terza gravidanza consecutiva finita male. Fugge dalle macerie del suo matrimonio che sembra non essere stato capace di sopravvivere al dolore delle perdite: il marito Patrick sta già guardando altrove ...
Grazie all'incontro con Ravi, un intoccabile, domestico di sua nonna e custode della storia della famiglia Jaya imparerà conoscerà la storia delle donne che l'hanno preceduta e finalmente capirà perchè sua madre le è sempre sembrata così fredda e distante. 

Una lettura scorrevole e avvincente che tratta tematiche importanti:

La maternità negata da madre natura e il modo diverso di metabolizzare il dolore all'interno della coppia. Come un dolore così grande possa dividere o unire due persone.

"Patrick rimaneva accanto a me, oppresso da tutto il suo dolore. Piangeva, mentre io non riuscivo a versare una singola lacrima. Soffriva quando il dolore che provavo non mi concedeva nessuna tregua. Il suo percorso verso la guarigione consisteva nel tornare alla vita di tutti i giorni. Ma ogni passo avanti che faceva mi lasciava sempre più indietro. Alla fine, mi sono ritrovata da sola e senza risposte su come riempire tutto quel vuoto."

La condizione della donna: a partire dalla situazione in India alla metà del secolo scorso quando grazie anche a Gandhi si sono fatti grandi passi avanti fino ad arrivare ai giorni nostri quando ancora la forza della consuetudine blocca le donne in una condizione di inferiorità. 
Jaya scopre di avere una nonna, Amisha,  che amava scrivere, proprio come lei e che grazie alla scrittura ha cercato di evadere dalla propria condizione.

"E se la tradizione non fosse altro che una scusa per mantenere le cose come sono sempre state?"

"Se la società accetta un comportamento, le conseguenze sono poche", concordò Stephen. "Ci vorrebbe una persona di spicco che si opponesse alla norma."

"La storia ci insegna che abbiamo bisogno di etichette per definire chi siamo. Per centinaia di anni, le persone hanno categorizzato le altre come esseri inferiori per sentirsi più potenti."

L'amore: quello per la famiglia, quello per i figli, quello impossibile per un uomo diverso, quello per un amico insostituibile. La storia di Amisha insegna alla nipote che si può essere forti tanto da accettare con coraggio il proprio destino. Sempre in bilico tra i suoi reali sentimenti e ciò che la società pretende da lei Amisha scrive storie che nascono prepotenti dentro di lei. Vuole imparare l'inglese per potersi migliorare, per poter leggere anche lei i libri sui quali hanno studiato i suoi fratelli e sui quali studieranno i suoi figli (tutti maschi, tranne una). Entra alla scuola britannica e conosce Stephen, un uomo dell'Impero, che la ascolta e la fa sentire una persona e non solo una donna. Un amore profondo e delicato che si scontra contro il muro delle differenze razziali.
 
La gratitudine: quella di Ravi, intoccabile assunto come servitore da Amisha, si trasforma in una lealtà e dedizione totale nei confronti della sua padrona e della sua famiglia. Sarà grazie a lui e al suo racconto che Jaya riuscirà a rimettere assieme i pezzi della propria esistenza.

Un giorno Ravi accompagna Jaya a visitare un orfanotrofio, dove lui spesso porta la pronipote, per farle capire quanto la sua vita sia felice e fortunata. Qui Jaya capisce di essere rimsta troppo a lungo concentrata sul proprio dolore.
"«Che cosa intende?» 
«Tutti i genitori sognano di avere un figlio proprio. Crescere un riflesso di sé stessi. O no?», spiega. «Ma i genitori che vengono qui ammettono di non essere riusciti a realizzare i propri sogni. Sono passati dalla disperazione alla rassegnazione. Non possono avere un figlio tutto loro, ma i loro cuori sono ancora vuoti. Passano da quella porta già con le braccia tese». 
«Ma quel bambino non è né il loro riflesso né sangue del loro sangue». 
«Questo è vero, ma in quel momento il bambino li rende una famiglia. E i genitori escono da qui consapevoli del fatto che essere madre o padre è un dono, non importa il modo in cui l’obiettivo venga raggiunto». 
Riporta la bambina addormentata nel suo lettino. «Vorrei che tutti, non solo le poche persone costrette a percorrere questa strada, sapessero che cosa si ottiene in cambio quando si dona il cuore a un bambino che non è il proprio figlio naturale»." 

L'amicizia e la forza che da essa si può trarre e l'importanza della gentilezza

  "spero di imparare a rimanere piccola quando serve, affinché gli altri possano sentirsi alti." 

Una scrittura nella quale immergersi totalmente e un finale non scontato.

Con questo post partecipo al   Venerdì del Libro di Homemademamma 

venerdì 15 ottobre 2021

Un libro dallo scaffale: La canzone di Achille di Madeline Miller

 

La canzone di Achille 
di Madeline Miller

Il libro inizia con la voce narrante di Patroclo che parla della sua miserevole vita alla corte di suo padre e del tentativo di quest'ultimo di proporre un bimbo di soli 9 anni come sposo per la bellissima Elena. Purtroppo Patroclo è destinato a deludere suo padre sia come pretendente alla mano della più bella donna del mondo, infrangendo così i sogni di Menezio di stringere alleanze convenienti, sia come fulgido figlio di re. 
Dopo l'uccisione involontaria  di un giovane nobile, il figlio del re non sa difendersi poiché manca dell'arroganza del suo rango e finisce con l'esser esiliato. Patroclo racconta del suo arrivo alla corte di Peleo, della vita che conduce assieme agli altri ragazzi ospiti del re: gli addestramenti giornalieri all'arte del combattimento e la solitudine.
Achille compare tra questi giovani come un'eletto, si capisce subito quanto sia diverso da tutti e quanto tutti cerchino la sua compagnia. Anche lo schivo Patroclo lo osserva e ce lo racconta. Nonostante il giovane principe esiliato sembri insignificante e destinato al fallimento, Achille lo nota, se ne innamora e lo sceglie come compagno quando il padre Peleo lo manda sul monte Pelio affinché venga istruito dal centauro Chirone.
Gli anni trascorsi sulla montagna ad abbeverarsi degli insegnamenti del centauro forgiano sia Achille che Patroclo sebbene in maniera diversa. Anche il loro rapporto cresce, si amano profondamente nonostante la nereiade Teti detesti il giovane Patroclo e lo consideri solo una macchia, un impedimento al raggiungimento della gloria da parte di suo figlio.

La scrittrice si attiene alla versione dell'Iliade per quanto riguarda la leggenda di Achille: figlio di un mortale e di una nereiade è un semi dio dalle capacità marziali incredibili, ma pur sempre mortale. Non narra di un Achille reso quasi immortale dalla madre, ma di un guerriero dalle straordinarie doti, che sconfigge innumerevoli nemici e che è difficilissimo da sconfiggere.

I culmine del racconto si raggiunge ovviamente quando il comportamento di Agamennone scatena l'ira del pelide con conseguenze tragiche per l'esercito acheo. In questo frangente si delinea la personalità di Patroclo un uomo sensibile diviso tra l'amore per Achille e la paura che il comportamento di quest'ultimo arrivi a farlo odiare dal popolo che lo ha osannato finora.

La vita di Patroclo viene interrotta da Ettore, come narrato nell'Iliade, ma la sua voce continua a narrare la storia: il dolore di Achille e la sua rabbia verso Ettore, la sua sete di vendetta e la sua disperazione... 

Consiglio la lettura di questo libro , a me è piaciuto molto soprattutto perchè ha risalto alla figura di Patroclo facendolo brillare di una luce propria, completamente diversa da quella del guerriero Achille.
Due punti di vista differenti sulla gloria, sulla guerra, sull'amore, l'amicizia e il rispetto. Patroclo risulta esser un po' il Grillo Parlante di Achille aiutandolo ad essere un uomo migliore.

Di questa autrice sto leggendo Circe ... vi farò sapere


venerdì 28 maggio 2021

Venerdì del Libro: Il racconto dell'ancella

 

𝙄𝙡 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙖𝙣𝙘𝙚𝙡𝙡𝙖

di

𝙈𝙖𝙧𝙜𝙖𝙧𝙚𝙩 𝘼𝙩𝙬𝙤𝙤𝙙

Dopo aver visto la serie TV su Amazon ho voluto leggere il libro, credendo che vi fosse il seguito della storia.

Ma non è stato così!

Il libro è stato concepito diviso in due parti ben distinte: i racconti dell'ancella e l'analisi che ne fanno gli storici. 

Si scopre così che i racconti sono un ritrovamento archeologico e che la seconda parte del libro è una conferenza durante la quale si parla di quel periodo storico, si spiega dove sia stato rinvenuto il diario e si fanno delle congetture.

Al momento sono rimasta un pochino spiazzata,  mi aspettavo altro! Ma poi ho apprezzato il seguito del libro che si allontana molto dall'idea Hollywoodiana che mi ero fatta inizialmente. 

Guarderò comunque la seconda stagione della serie, appena disponibile,  ma come un'opera a parte non come il proseguo del libro.

Trama:

Si tratta di un romanzo distopico, ambientato in un futuro non troppo lontano, negli Stati Uniti.

L'umanità è arrivata quasi alla riproduzione zéro, causa inquinamento 

Con questo post partecipo al   Venerdì del Libro di Homemademamma 

venerdì 23 aprile 2021

Il Venerdì del Libro: La ragazza di Cracovia.

 

Un romanzo ambientato nella Polonia invasa, quando ancora non si riesce a comprendere la portata del piano Nazista. 

Una storia di fughe, di sotterfugi, di paura e di speranza. La storia di come gli avvenimenti e le circostanze ti portano a fare cose di cui non pensavo essere capace. 
La guerra e le persecuzioni dustruggono le famiglie per crearne altre. 
Un libro che guarda gli avvenimenti con un occhio femminile.  Un libro le cui forti protagoniste sono donne.

Con questo post partecipo al   Venerdì del Libro di Homemademamma 


venerdì 16 aprile 2021

Venerdì del Libro: Le verdure in 15 passi

 

LE VERDURE IN QUINDICI PASSI
di Stefano Erzegovesi

dalla quarta di copertina

Stefano Erzegovesi, medico psichiatra e nutrizionista, è direttore del Centro per i disturbi alimentari dell’ospedale San Raffaele di Milano. È membro del comitato scientifico «EAT Alimentazione Sostenibile», un progetto del Gruppo San Donato Foundation per la promozione della cultura della sana alimentazione in tutti gli ambienti di vita (famiglia, scuola, ospedale, ristorazione tradizionale e aziendale). È uno degli esperti del Forum Salute del «Corriere della Sera» e del blog della Fondazione Veronesi. Ha pubblicato Il digiuno per tutti (2019) e La dieta della mente felice (2020). Il suo sogno, che si è ormai avverato, è curare le persone all’interno di una grande cucina.


Un libro interessante, pieno di notizie utili per conoscere meglio le verdure, le loro caratteristiche e per imparare a goderne al meglio.

Imparare a conoscere le verdure può essere un ottimo modo per riuscire a mangiarne di più.

Il libro è scritto in modo molto discorsivo ed è una lettura che consiglierei di fare anche assieme ai nostri figli, agli adolescenti e ai bambini piu grandicelli per aiutarli ad avvicinarsi al mondo vegetale. 

Con questo post partecipo al   Venerdì del Libro di Homemademamma 



venerdì 12 marzo 2021

Venerdì del Libro: "Changer l'eau des fleurs"

 Il mio primo libro in francese!


Oggi voglio parlarvi di questo romanzo, un caso letterario direi, un grande successo di pubblico. Ha spopolato in tutti i gruppi Facebook che trattano di libri e per questo me ne sono tenuta lontana per molto tempo. Dopo la "fregatura" dei Florio, non mi andava di sorbirmi un altro libro noioso e superficiale. 

Poi un giorno, grazie ad un post di un club del libro, ho scoperto che la versione originale del libro era in francese. Così ho preso la palla al balzo ed ho deciso di leggerlo, non fosse altro che per migliorare la conoscenza della lingua.

Invece è stata una bella sorpresa!

Una storia al femminile raccontata con delicatezza, la penna di Valérie Perrin ci accompagna a scoprire le sofferenze, le gioie, la crescita, il riscatto... della protagonista e di altre donne. Ci racconta un modo di vivere la vita tutto femminile, un modo diverso di affrontare quello che la vita ci offre. 

Violette Toussaint,  guardiana del cimitero, con la quale i visitatori sono abituati a confidarsi. Il piano terra della sua casa è un luogo accogliente e ristoratore, dove si può sempre bere una tazza i te ed essere ascoltati.

Ma chi è Violette, come è arrivata là? Questo lo scoprirete leggendo il libro.

Con questo post partecipo (dopo tanto)  al   Venerdì del Libro di Homemademamma 


venerdì 5 giugno 2020

Il Venerdì del Libro: Sostiene Pereira

Sostiene Pereira
di
Antonio Tabucchi

Tra le varie proposte del Club del Libro per il mese di Maggio c'era anche questo libro, che non ha "vinto" e non è stato scelto comelettura del mese. Nonostante ciò a me era venuta la curiosità di leggerlo. È uno di quei titoli famosi, che tornano e ritornano a farsi vivi, quindi ho approfittato di questa occasione e l'ho "letto".
In realtà ho ascoltato l'audiolibro della teca RAI su RaiPlay ed è stata una bellissima esperienza.
Il libro si presta ad essere ascoltato e anche le musiche proposte negli intermezzi sono scelte molto azzeccate.

Ambientato nel 1938 in Portogallo durante la dittatura Salazarista, mentre in Spagna i rivoluzionari cercano di ribellarsi alla dittatura militare franchista ma vengono schiacciati dal potere e dalla collaborazione tra gli stati e in Italia i fascisti imperano... il racconto rende perfettamente il clima plumbeo e soffocante delle dittature europee di quegli anni

Il protagonista, un ex giornalista di cronaca nera che scriveva per un importante giornale della capitale, ora scrive una pagina  culturale per un giornale del pomeriggio il "Lisboa" e sembra non curarsi d'altro che delle sue limonate e delle sue omelette alle erbe aromatiche. In realtà il dottor Pereira è un personaggio complesso che segue un percorso introspettivo che va crescendo di spessore man mano che si avanza nella lettura, sfociando in un finale che, alle prime pagine, non ci si sarebbe mai potuti aspettare.


Con questo post partecipo al   Venerdì del Libro di Homemademamma 

Qui potete leggere un'anteprima del libro


venerdì 24 aprile 2020

Venrdi del Libro: Il sarto di Parigi


IL SARTO DI PARIGI
di Marius Gabriel


Il racconto inizia in una Parigi che è appena stata liberata, è il 1944 e le privazioni della guerra sono ancora estremamente presenti. Anche se la voglia di rinascita della popolazione è evidente, si devono fare i conti con la povertà e anche con le epurazioni da parte della resistenza che possono colpire chiunque.

Copper (rame) giovane donna americana dai capelli rossi è sposata con Amory, il rampollo di una ricca famiglia americana, affascinante e bellissimo, che non si rivela essere un buon marito.
All'ennesimo tradimento, la giovane Oona Reilly (Copper) decide di lasciarlo e  di lanciarsi nella ricostruzione della sua vita stimolata anche dalla frizzante atmosfera di rinascita che permea la città.

Un'importante amicizia con Tian le da la forza di proseguire lungo questo percorso di rinascita, questa amicizia sarà importante anche per Tian, che lascerà la sua zona di conforto per uscire allo scoperto e diventare lo stilista che rilancerà la moda francese dopo la guerra.

In questo libro la storia della giovane americana si intreccia con quella del meraviglioso Christian Dior. Un romanzo intimista, delicato che lascia un buon sapore di possibilità.

Il libro si legge molto velocemente, le atmosfere descritte sono coinvolgenti.
Nel racconto si affacciano personaggi diversissimi tra loro che portano le loro storie tutte rappresentanti dell'epoca.

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venerdì 3 aprile 2020

E-book gratuiti da Fazi Editore


La casa editrice Fazi Editore regala degli ebook per alleviare questo periodo di isolamento e clausura forzati.



Fino a domenica 6 aprile è possibile scaricare Wolf Hall sia in formato mobi che epub.


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venerdì 27 marzo 2020

Venerdì del Libro: I leoni di Sicilia


I LEONI DI SICILIA
di Stefania Auci

Primo capitolo della saga che racconta la storia della Famiglia Florio.


La famiglia Florio,  originaria  di Bagnara Calabra, una cittadina affacciata sullo Stretto di Messina  seguito dopo il terribile terremoto che colpì la Calabria nel 1783, emigra in Sicilia, a Palermo.
L’idea di lasciare la terra natia e partire alla volta della Sicilia fu di  che portò con se la moglie Giuseppina, il fratello Ignazio e la piccola Vittoria ,orfana che viveva con loro .
A Palermo, nei primi anni del 1800  in via dei Materassai, I fratelli Paolo e Ignazio Florio aprono una putia un negozio di spezie, prodotti coloniali e chinino, che serviva a curare la malaria.
Il libro narra le vicende che portarono la piccola putia a diventare una delle botteghe piu floride della città.
Quando Paolo muore , il fratello Ignazio prende le redini dell’azienda e si prende cura anche di Giuseppina e  del piccolo Vincenzo, crescendolo come se fosse suo figlio.
A tempo debito Vincenzo verrà mandato in Inghilterra affinché apprenda le nozioni del commercio che serviranno a far crescere ulteriormente la ditta Florio.
Alla morte dello zio, Vincenzo è perfettamente in grado di prendere le redini di casa Florio.

Il libro prometteva bene, la storia dei Florio sembrava essere adatta per una trilogia… ma devo ammettere che sono rimasta delusa .
Ho trovato che i  personaggi sono meri stereotipi, la narrazione viene bruscamente interrotta per cambiare “argomento” e non c’è lo spessore che mi sarei aspettata per raccontare una storia così intensa.
Anche la connotazione storica, pur così importante per le vicende della famiglia Florio, viene ridotta a piccoli riassunti all'inizio dei vari capitoli.
Avevo proposto questo libro al gruppo di lettura che frequento e alcune persone, soprattutto quelle originarie di Palermo o che conoscevano bene la città, hanno apprezzato il libro e hanno detto che sembrava di girare per la città e sentirne i profumi.
QUI potete leggere le prime pagine del libro.



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venerdì 19 maggio 2017

Venerdì del Libro: Una stravagante ragazza per bene

Una stravagante ragazza per bene
di Virginia Dellamore

«Siete fin troppo schietta. Dovete imparare a dissimulare tanta franchezza, non è il modo migliore per vendersi.» «Vi ringrazio per la vostra premura, ma non intendo vendere nulla. Vi confesso che sono venuta a Londra più per vedere la città che per trovare un marito. Se, come dite, la capitale pullula di giovinette graziose, molte delle quali avranno riccioli perfetti, pelle d’avorio e abiti alla moda, escludo che qualcuno mi noterà. Sono anche una pessima ballerina. Dunque, perché dovrei darmi tanta pena? Per di più, dinanzi alla vostra bellezza, risalterò come un cappero rispetto a una rosa.»
QUI potete trovare il libro in pdf


 Un libro piacevole, la storia di una ragazza che dalla provincia viene mandata a Londra per la stagione, ospite di amici facoltosi, nella speranza che possa trovare un buon partito.
La giovane Annis però è anticonvenzionale e affatto alla ricerca di un marito... la storia prenderà una piega inaspettata quando tra lei e il bellissimo Guy nascerà un'amicizia bizzarra che li condurrà a stipulare un patto che faccia vivere loro una stagione indimenticabile.

Una lettura che ricorda il genere Emma, per il periodo in cui è ambientato, ma in realtà molto più divertente e più leggera.





Con questo post partecipo al   Venerdì del Libro di Homemademamma 

venerdì 24 febbraio 2017

Venerdì del Libro: WIR KINDER VON BAHNHOF ZOO

“WIR KINDER VON BAHNHOF ZOO” 
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino è il racconto autobiografico della giovane tedesca Christiane F.  (Felscherinow) ricavato dalle deposizioni della ragazza riguardo ad un processo del 1978.

Christiane, all'epoca era minorenne e fu coinvolta in un processo nel quale si accusava un uomo di aver scambiato dosi di eroina per ricevere favori sessuali. La diciassettenne partecipa al processo nel doppio ruolo di   testimone e imputata. Il processo si concluderà con una condanna che però non verrà mai messa in atto.

Christiane non può essere definita l’autrice di questo libro, poiché la stesura è opera di due giornalisti che ne hanno raccolto le memorie, il libro narra comunque della sua vita, della sua giovane vita e dell’inferno,in cui è precipitata a causa dell’eroina, flagello che ha massacrato un’intera generazione iniziando a mietere vittime già alla metà degli anni ’70.

In queste intense pagine, la giovanissima Christiane  racconta di come il trasferimento da Amburgo a Berlino in giovanissima età abbia segnato il proprio destino. La famiglia Felscherinow si trasferisce da Hamburg a Berlino quando è ancora una bambina. Abituata ad un ambiente più rurale e sereno, in questa nuova città si trova catapultata nel quartiere di Gropiusstadt, un quartiere dormitorio situato alla periferia della città, sviluppatosi negli anni successivi al secondo dopoguerra. Si trattava ovviamente di un quartiere estremamente problematico per quanto riguarda il piano sociale: filari di palazzoni tutti uguali che nascondono storie di famiglie difficili, violenza e miseria.



La famiglia di Christiane è composta da un padre alcolista e violento e da una madre debole e “assente”. I genitori si separano Christiane resta a vivere con la madre e il suo compagno Klaus, mentre la sorella Annette va a vivere con il padre.  
Christiane e la sua amica del cuore Kessi, entrambe insoddisfatte e insofferenti della loro vita, entrano in contatto con i ragazzi di un’associazione sociale luterana e cominciano, a soli dodici anni, a consumare con loro hashish e LSD, in parte per evadere dalla loro realtà e in parte per un senso di ribellione.
Con questi nuovi amici Christiane diventa un’assidua frequentatrice del Sound, celebre discoteca dove conosce , Detlef , poco più grande di lei, tra i due nasce un amore che segnerà fortemente i loro destini. Al Sound circola molta eroina e non è difficile iniziare a percorrere questa strada, Christiane inizierà  inalandola finendo col iniettarsela per la prima colta a meno quattordici, una sera dopo un concerto di David Bowie.



Questo è l’inizio della discesa nell’inferno: la droga, la necessità di denaro, le bugie, la prostituzione, i ricoveri per cercare di uscire dal giro…



Christiane diventa un’eroinomane così come il suo ragazzo Detlef, assieme al quale inizia a frequentare, dopo la scuola, la stazione di Berlino ovest BAHNHOF ZOO un noto punto di spaccio e consumo di eroina, dove i giovani tossicodipendenti cercano anche clienti per prostituirsi, in modo da guadagnare il denaro per la dose successiva. Oltre a prostituirsi, Christiane e i suoi amici compiono dei piccoli furti, a causa dei quali vengono fermati parecchie volte. Una vita allo sbando in piena regola.


Oltre a Detlef nel libro si parla anche di due care amiche di Christiane anche loro nel giro dell’eroina, moriranno giovanissime: Babsi e Stella. Babsi morirà a soli quattordici anni, a causa dell’eroina.


Quando la madre si rende conto della tossicodipendenza della figlia, tenta di aiutarla a disintossicarsi,  tenta inizialmente la disintossicazione con Detlef. A quei tempi si trattava di un  percorso difficile sia fisicamente che emotivamente. Disintossicarsi assieme sembra ai ragazzi l’unica possibilità, in realtà ricadranno più volte nel baratro
Alla fine la ragazza viene ricoverata in una casa di cure, soluzione che si rivela essere un fallimento, poiché le pareti del centro di riabilitazione non impediscono ai suoi ospiti di riuscire a procurarsi nuove dosi. Rendendosi conto che la strada intrapresa è destinata a fallire, Christiane decide di scappare dal centro.
 
La morte è sempre presente nella vita di Christiane, dopo Babsi e Stella, atri due amici, Atze e Axel, muoiono. Questi tristi avvenimenti fanno precipitare Christiane nella depressione, tenterà il suicidio con una overdose, ma verrà salvata.
Finalmente nel 1977 la madre la manda a stare dalla zia in un paese di campagna alle porte di Amburgo, lontano dalle tentazioni di Berlino vi è l’unica possibilità di non ricadere nelle vecchie abitudini. A casa della zia, in un ambiente più tranquillo, Christiane riesce ad uscire dalla sua dipendenza.

Immagino che oggi la lettura di questo libro non sconvolgerebbe i ragazzi come sconvolse la mia generazione. Adesso le droghe funzionano in modo diverso e una sola pastiglia ti può bruciare il cervello. i ragazzi non vedono la miseria dell'eroina nella loro vita di tutti i giorni e forse non assocerebbero la pericolosità della vita di Christiane, al pericolo che alberga nelle pasticche di oggi.

Il flagello dell'eroina sterminò una generazione e leggere questo libro fu sconvolgente e utile per continuare ad aver paura.


Con questo post partecipo al   Venerdì del Libro di Homemademamma 




venerdì 17 febbraio 2017

Venerdì del Libro: Last Exit Waterloo Bridge

Dalla collana della Giunti "l'inglese in giallo"
Chiara sta leggendo "Last Exit Waterloo bridge".

Un libro del genere Giallo che serve per migliorare il proprio inglese. Un racconto adatto a ragazzini delle medie, Chiara frequentala prima e lo sta leggendo senza problemi, l'ha ricevuto come regalo di natale dalla nonna paterna.

Utilissimo per migliorare la comprensione del testo e per aumentare il bagaglio di vocaboli che, a scuola, risulta essere ripetitivo.

Alla fine di ogni paragrafo ci sono degli esercizi collegati al brano letto, oltre 90 esercizi di apprendimento veloce : grammatica, vocabolario e comprensione del testo.

Alla fine del libro si trovano: un test finale di verifica, un glossario con oltre 400 vocaboli. 


Questo libro fa parte del primo livello, livello 1 per i principianti, nel quale si possono trovare altri titoli:


  1. Blood and breakfast
  2. It was murder. my Lord
  3. Murder in tea time
A seguire il secondo livello, livello 2 per tutti coloro che con l'inglese hanno una certa dimestichezza, con atri quattro titoli.

Con questo post partecipo al   Venerdì del Libro di Homemademamma 






venerdì 3 febbraio 2017

Venerdì del Libro: Il condominio degli amori segreti


Il condominio degli amori segreti
di
Livia Ottomani


Una lettura piacevole e leggera, le storie degli  abitanti di un lotto della Garbatella intrecciando lasciano intravedere nuove sfaccettature.  Non tutto è come sembra, in po' una commedia degli equivoci. Un libretto allegro e scorrevole che ha un pi' il sapore di un film americano.
Piacevole intrattenimento.

Il libro è scritto appunto ad Otto Mani, ma questo l'ho scoperto solo dopo averlo letto, non si notano cambiamenti di stile.

Unico neo, la figura del musicista che comare con un entrata dirompente e poi viene liquidato troppo velocemente.

Dalla quarta di copertina
I condomini sono riuniti al completo quando, nel loro palazzo alla Garbatella, arriva l’affascinante Daniele Bracci, un musicista che si fermerà lì per qualche mese. Daniele è frastornato dall'accoglienza più che calorosa. Matteo Spina, il saggio, lo recluta subito per lavorare nell'orto condominiale. Paolo e Rudy, che vivono nell'attico, pensano già a un pranzo di benvenuto. Giovanna, invece, vede in lui un fidanzato perfetto per la figlia Anita… Ma la mattina dopo, quando Matteo Spina blocca Anita per presentarle il nuovo arrivato, la ragazza ha uno shock: perché lei, quel Daniele Bracci, lo conosce bene, e dai tempi del liceo. E ha fatto di tutto per dimenticarlo. E ora? Dovrà fingere di non averlo mai visto prima? Certo, Anita non è l’unica, nel condominio, ad avere qualcosa da nascondere. Giovanna, ogni lunedì, esce vestita di tutto punto. E con una scusa sempre buona per chi le chiede dove va. E Matteo Spina? Nemmeno lui la racconta giusta. Lo sa bene Pina, la pettegola del palazzo, che dietro alle persiane spia quello che accade, e annota poi tutto sul suo diario segreto…




Con questo post partecipo a  I Venerdì del Libro di  HomeMadeMamma