domenica 16 gennaio 2022

Aceto bianco aromatizzato per pulizie profumate

 L'aceto bianco è utile per le pulizie di casa , io lo uso soprattutto in cucina, ma capita che il suo odore pungente non sia  gradito a tutti.

Per rendere più delicato l'odore dell'aceto si può profumare lasciando in infusione delle spezie o le bucce degli agrumi. Basta scaldare leggermente l'aceto, introdurvi le foglie scelte o le bucce di agrume e lasciare tutto a bacerei per una settimana.

Se si usano spezie bisogna far attenzione che non rilascino colore scuro che poi potrebbe macchiare le superfici.

Dopo una settimana filtrate l'aceto e riempite un flacone spray con metà aceto e metà acqua demineralizzata (io uso quella dell'asciugatrice) in modo da non avere residui di calcare.

In questa stagione di spremute mattutine, ho voluto utilizzare le bucce delle arance. Con un pela patate o un coltellino affilato bisogna tagliare la parte arancione della buccia, dove sono contenuti gli olii essenziali.



Un altro modo, più rapido, per profumare l'aceto è usare direttamente gli olii esseziali e quindi potete scegliere il profumo che più vi aggrada






domenica 9 gennaio 2022

Biscotti al cocco con 3 ingredienti: vegani e non vegani

 



La foto non rende loro giustizia, ma sono buonissimi, profumatissimi e facili da fare.
Sono il mio cavallo di battaglia se serve un dolcetto veloce da fare, per un invito ad un caffè o se una delle ragazze si deve trovare a studiare con le amiche. 
Sono golosissimi e uno tira l'altro.

La ricetta che uso da sempre prevede:
  • 3 albumi
  • 250 gr di zucchero
  • 250 gr di cocco rappresenta
Montate gli albumi e quando iniziano a prendere consistenza aggiungete lo zucchero e continuate a montare. 
Da ultimo incorporate il cocco. 
Quando avrete una consistenza omogenea, con le mani formate delle palline e mettetele su una teglia ricoperta con carta da forno.
Cuocere 10/12 minuti (devono dorarsi sulla superficie) a 180⁰C.
Una volta cotti estraeteli dal forno e lasciateli raffreddare completamente prima di toccarli. In questo modo prenderanno ka giusta consistenza e non vi si rompevano in mano.

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L'unico ingrediente da sostituire sono gli albumi, che sostituire con 6 cucchiai di 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐟𝐚𝐛𝐚 (l'acqua di cottura dei ceci) ben fredda, da montare a neve con l'aggiunta di un cucchiaino di limone.
Per il resto stesso procedimento.

Mi son venuti un po' più piatti rispetto a quelli con gli albumi, ma credo sia perché avevo una busta di cocco già iniziata... qui di jon erano proprio 250gr




Il sapore ottimo: nin si sente alcuna differenza.
Proverò ad usare l'acqua di cottura dei ceci anche per altre ricette... 

 

martedì 7 dicembre 2021

San Nicolas , le Père Fouettard e le Cougnou


Ieri 6 dicembre si festeggiava San Nicola, San Nicolas, Sankt Nikolaus, Sint Nicolaas...
Si festeggia in molti paesi e qui in Belgio è una ricorrenza molto sentita da grandi e da piccini. fin dal primo anno della nostra esperienza belga abbiamo potuto apprezzare il forte sentimento per questa tradizione. Le scuole organizzano la colazione di san Nicola durante la quale viene offerta cioccolata calda e il tradizionale Cougnou. Nonostante il covid abbia impedito ai ragazzi di riunirsi nella caffetteria per la "petit déjeuner de Saint-Nicolas" gli insegnanti hanno fatto trovare sul banco di ogni scolaro (anche per i ragazzi delle scuole superiori) un bricchetto di latte al cioccolato e un piccolo cougnou confezionato.

Saint Nicolas è una festa cattolica ispirata al personaggio del Vescovo di Myra. Con la sua lunga barba, la mitra sulla testa e la sua leggendaria bonarietà, è un personaggio che i bambini belgi aspettano con gioia la mattina del 6 dicembre.

Una tradizione che si divide tra storia e leggenda

 Il personaggio di San Nicola è ispirato alla storia del Vescovo di Myra che nacque alla fine del III secolo in Asia Minore nella regione corrispondente all'odierna Turchia. Era noto per la sua generosità, la sua gentilezza e la sua volontà di combattere i culti greci e romani. Per tutta la vita avrebbe salvato sulla sua strada, marinai, bambini, commercianti o addirittura avvocati. Si dice che dalla sua testa sgorghi una sorgente d'olio e dai suoi piedi una sorgente d'acqua e che da tutte le sue membra esca un olio santo che guarisce molte persone. Dopo la sua morte gli furono attribuiti molti miracoli. Fu imprigionato, poi ucciso durante le persecuzioni  dell’Impero Romano. Il 6 dicembre è l'anniversario della sua morte ed è in questo giorno che si è scelto di rendergli omaggio.

La leggenda di San Nicolas ha origini nel medioevo

Tutto ebbe inizio con la reliquia di una falange attribuita al grande Santo, forse Nicolas de Myre oppure Sion, che nel X secolo arrivò da Bari, (da dove sarebbe originario Nicolas de Myre) al Ducato di Lorena. Da questa falange, fu deciso di costruire una basilica a Nancy dedicata a Nicolas che divenne poi il patrono del Ducato di Lorena.

Fu nella Lorena e nei dintorni che un secolo dopo nacque la leggenda di San Nicola. La storia originariamente parlava di tre innocenti in prigione. Ma questi si trasformeranno in tre bambini in un tino per la salatura. E come spesso accade nel Medioevo, questa storia per bambini è alquanto lugubre ...

Una mattina di fine autunno, all'avvicinarsi dell'inverno,tre bambini affamati andarono a spigolare nei campi della Lorena e persero la strada di casa. Attratti dalla luce di una casa, si avvicinarono e bussarono alla porta. Il proprietario del locale era il macellaio Pierre Lenoir, detto anche Peter Schwartz. Che li fece entrare in casa ma non per aiutarli! Li uccise e li tagliò a pezzetti per metterli in una gigantesca vasca di salatura e fare un po' di sale.

Quella stessa sera San Nicola sul suo asinello giunse alla dimora del macellaio e bussò alla porta. L'uomo, che non poteva certo scacciare un vescovo, lo accolse nella sua casa e lo invitò a restare per la cenaalla cena. Durante la cena San Nicola chiese un po’ di sale e il macellaio, certo di essere stato scoperto, confessò il suo crimine. Saint Nicolas mise tre dita sulla vasca di salatura e resuscitò i bambini.

Per punire il macellaio, San Nicola lo incatenò al suo asino. Fu a questo punto della storia che il suo nome si trasformo in Père Fouettard, un personaggio irascibile e violento che sgrida i bambini che non sono stati buoni.  Pére Fouettard è quindi l’alter ego di San Nicola. La figura di san Nicola diede origine, in alcuni paesi, a  Santa Klaus e infine divenne Babbo Natale come lo conosciamo oggi.

Ai giorni nostri la leggenda di Saint-Nicolas è diventata più dolce: nessun omicidio né bambini tagliati a pezzi e i rimproveri ai bambini che non sono buoni sono un ammonimento delle giornate precedenti ma la mattina del 6 dicembre ci saranno ovunque regali e dolci illimitati per tutti.

Saint-Nicolas si festeggia in Belgio e Olanda (dove passa il 5 dicembre), in Lussemburgo, nel nord-est della Francia e in Germania, Svizzera e Austria e in alcune regioni dell’Italia ma anche in Polonia e in Romania. 

Quest'anno mi sono cimentata anche io nella preparazione casalinga del tradizionale Cougnou



Ingrdienti

  • 250 gr farina
  • 15 gr di lievito di birra fresco 
  • 150 ml di latte
  • 1 tuorlo d'uovo
  • 50 gr di zucchero
  • 75 gr di burro morbido
  • un pizzico di sale
  • granella di zucchero / gocce di cioccolato / uvetta (opzionali)
Io ho scelto di fare la versione nature quindi senza granella di zucchero sulla superficie (versione sucré) o gocce di cioccolato o uvetta nell'impasto (rispettivamente versioni au chocolat e versione au raisines).
Fate una fontana con la farina, nel mezzo versate il latte tiepido nel quale avrete sciolto il lievito e aggiungete anche il tuorlo. Aggiungete sale e zucchero e cominciate a lavorare gli ingredienti aggiungendo un po' alla volta il burro morbido.
una vota ottenuto un composto omogeneo mettetelo a lievitare a campana per un ora.
riprendete l'impasto, lavoratelo un po' e poi dategli la tipica forma (dovrebbe ricordare un bebè in fasce) e fate lievitare per un'altra ora.



Spennellate la superficie del dolce con dell'uovo sbattuto (a questo punto se volete la versione sucré potete aggiungere la granella di zucchero) e cuocete in forno preriscaldato a 200 gradi per 25, 30 minuti.
Si può fare la sera prima per averlo pronto per la colazione, l'impasto contiene uova e burro quindi rimane morbido.



venerdì 3 dicembre 2021

Un libro dallo scaffale: La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker

La scomparsa di Stephanie Mailer 

di Joël Dicker

Questo mese il Club del Libro ha scelto un libro del genere Giallo, genere del quale io non sono una grande estimatrice, quindi ho lasciato i suggerimenti alle altre componenti del gruppo.

Personalmente sono un disastro a risolvere i polizieschi, non capisco mai chi sia il colpevole, per questo motivo, spinta dalla curiosità, leggo i libri gialli sempre molto velocemente. Questa volta mi sono goduta di più la lettura perchè i continui flash back mi hanno coinvolta e non ero solo focalizzata sullo scoprire il colpevole.

La storia è un continuo rimbalzo tra il 2014 e il 1994, sembra di vedere una puntata di Cold Case.

Il capitano della polizia di New York Jesse Rosemberg, la sera della cerimonia per il suo pensionamento, viene avvicinato dalla giornalista Stephanie Mailer. La giovane reporter dell' Orphea Cronicle vuole parlare con lui di un quadruplice omicidio avvenuto 20 anni prima nella cittadina di Orphea: vennero uccisi il Sindaco Gordon, sua moglie, il figlio e Meghan Paladin. La donna sostiene che nel 1994, Rosemberg e il suo collega Derek Scott presero un granchio, si sbagliarono di grosso "ciò che era sotto gli occhi di tutti non fu visto, e venne accusata la persona sbagliata" Ted Tennenbaum che durante le indagini morì in un incidente.

Quando Rosemberg vuole ricontattare Stephanie non riesce a trovarla e cercando la giornalista scomparsa gli sorgeranno dei dubbi sul quel caso risolto così brillantemente ad inizio carriera. Chiederà aiuto al suo collega di un tempo e da quel punto il libro è un continuo andirivieni tra il 2014 2e il 1994 non solo per i due detective , ma per tutti i personaggi che ruotano attorno a questa vicenda.

Ci sono molti personaggi, tutti con delle storie molto interessanti e fino alla fine non si capisce chi sia il colpevole perchè apparentemente molti avrebbero avuto motivo di uccidere ... 


L'autore

Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985, dove vive tuttora. È autore di cinque romanzi tradotti in 40 lingue che hanno venduto oltre 10 milioni di copie.

Il suo romanzo "La verità sull'affare Harry Quebert" è stato il romanzo in lingua francese più venduto dell'ultimo decennio nell'editoria francese.

Nel 2018 "La Disparition de Stéphanie Mailer" è stato il libro più venduto in Francia in quell'anno.

Joël Dicker ha vinto premi in molti paesi. In Francia ha ricevuto il premio Erwan Bergot per "Gli ultimi giorni dei nostri padri", poi il premio alla vocazione Bleustein-Blanchet, il Grand prix du roman de l'Académie française e il Prix Goncourt des Lycéens per "La verità sull'affare Harry Quebert". Quest'ultimo romanzo è stato anche eletto tra "i 101 romanzi preferiti dai lettori del mondo" ed è stato adattato in serie televisiva da Jean-Jacques Annaud con Patrick Dempsey nel ruolo principale.


venerdì 19 novembre 2021

Un libro dallo scaffale: La casa del gelsomino bianco. Recensione e intervista all'autrice.




La casa del gelsomino bianco

di
Sara Serra



Il primo aggettivo che mi viene in mente riguardo a questo libro è profumato. Le descrizioni che Sara fa dei luoghi e delle stagioni, te ne fanno sentire i profumi.

Una storia prevalentemente al femminile nella quale i protagonisti sono delineati in maniera dettagliata ma mai eccessiva. Pare che l'autrice sappia esattamente quanto il lettore voglia conoscere dei vari personaggi e non eccede mai. 

Si tratta della storia di una famiglia declinata al femminile: tre cugine e due zie attorno alle quali gravitano alcune figure maschili. un libro che parla di donne, della loro forza, delle loro debolezze, delle capacità e dei sogni ma anche delle paure e dei dolori.
la storia si dipana in un continuo andirivieni tra passato e presente, qualcosa rimane non raccontato e si percepisce che sia un fatto importante: il giusto pizzico di sale che da sapore al racconto e ti tiene incollata alle pagine.
La tisaneria alla quale Alena vuole ridare vita sembra il sogno segreto di ogni lettrice accanita.

«A essere sincera», ammisi, «non ho ancora preparato un piano per il negozio. Devo lavorarci su ma ho già le idee chiare. Oltre ai nostri infusi vorrei servire prodotti da forno e pasticceria, creare un ambiente caldo e intimo: un rifugio per chi ama leggere e sorseggiare qualche infuso tra un libro e un altro o semplicemente con qualcuno accanto.»

Due uomini appaiono nella vita della protagonista, entrambi in qualche modo legati al suo passato e forse faranno parte del suo futuro. Sicuramente però Alena è concentrata sul presente , sul progetto di rilanciare e rimettere a nuovo l'azienda di famiglia: non è forse per questo che è tornata dal Canada?

Questo libro può essere letto dando rilevanza a diversi aspetti: la crescita personale, la storia di una famiglia, la progettualità femminile e la determinazione quando si tratta di lavoro.

Alena nella sua tisaneria propone infusi speciali, dalle zie ha imparato le caratteristiche delle erbe e il suo istinto la a iuta a trovare la miscela giusta per ogni persona, quello che lei chiama "infuso rivelatore"... un po' come la Vianne di Chocolat.
Ho sempre pensato che sarebbe bello entrare in un locale e trovare qualcuno che si prenda cura di trovare la giusta combinazione di spezie per la tua cioccolata, il giusto mix di erbe pe la tua tisana o la giusta tostatura per il tuo caffè.

Alena lotta a fianco delle sue cugine e delle zie per mantenere in vita l'azienda di famiglia, il frutteto, il vigneto e i cavalli, ma i problemi sono tanti. Ce la farà il finanziatore a dare l'aiuto necessario?

"Poteva sembrare sciocco piangere la morte di uno stupido albero ma era come se, ancora una volta, fossi venuta meno al lavoro dei miei nonni e come se dovessi vedere un altro pezzettino della tenuta sgretolarsi sotto ai miei occhi impotenti." 

Qual è il motivo che ha spinto Alena a fuggire in Canada per tre anni? 
Perché Cleo è così aspra nei suoi confronti?
Ethan, compagno di tutta la vita, sarà relegato al ruolo di amico?

«Mi dispiace così tanto, piccolo mio. Non so davvero perché tutto questo stia succedendo a noi», provò a dirmi con la voce rotta dal pianto.

Ad un certo punto della narrazione, quello che sembrava essere il racconto realistico di una storia famigliare, prende una piega più fantastica e spirituale. Questo cambio di direzione mi ha colto alla sprovvista ed ha scatenato in me un certo disappunto. Temevo che il lato surreale avrebbe preso il sopravvento stravolgendo quella storia di famiglia e sentimenti alla quale mi ero così affezionata. L'autrice è stata in grado di calmierare bene questi due elementi spiazzandomi con più di un colpo d scena.

«La vita non è che un continuo susseguirsi di cicli e ricicli, di scene che si ripetono e immagini che si susseguono negli anni», disse. «Quando tutto sembra finito, qualcosa di più bello è pronto a ricominciare.»

Il finale della storia mi ha colta impreparata, mi ha sorpresa totalmente... ma non vi svelerò nulla.

"La neve cominciò a fioccare dietro alle finestre appannate e “Villa Sole” si ammantò di bianco come una sposa timida davanti al suo inverno migliore, quello che avrebbe cristallizzato ogni fiore, ogni petalo e ogni foglia per prepararci alla più calda e colorata primavera."

 
Sara Serra è nata a Mazara del Vallo (TP) nel 1982 ma vive a Roma.
Laureata in scienze giuridiche con un passato da lit-blogger coltiva sin da piccola la passione per la scrittura e ama leggere senza distinzione di genere.
Sogna di ereditare un castello con 40 cani e un enorme libreria.

Intervista:

Quando è nata la tua voglia di scrivere? 
Già alle elementari scrivevo poesie in rima (o quasi) e storielle fantasiose. Credo che scrivere sia un vizio di famiglia, anche mio nonno ce l'aveva e anche mia sorella ama farlo. 

Hai fatto degli studi per affinare e tua capacità di scrittrice? 
Ho frequentato due corsi di scrittura creativa più un corso specifico per il genere giallo e poliziesco con tutti i suoi sottogeneri. In effetti, il thriller è uno dei generi che preferisco leggere. 

I tuoi studi universitari (scienze giuridiche indirizzo investigativo) hanno influenzato il tuo modo di scrivere i Thriller? O anche di leggerli?
Forse adesso sono più avvezza a scovare le indagini inverosimili, le situazioni assurde e inesattezze varie ed eventuali. Ma essendo romanzi, una certa libertà letteraria è più che tollerata, o no?

Quando hai pensato di essere in grado di scrivere un libro? Immagino sia un sogno che hai sempre avuto, ma quando hai realizzato che ne saresti stata capace?
Quando leggendo molti dei libri considerati imperdibili, mi sono resa conto che alcuni dei testi conclamati, su di me non avevano grande appiglio mentre, al contrario, romanzi poco noti mi sono entrati nel cuore. Ho capito che la letteratura è soggettiva e che magari ciò che scrivo può trovare il favore di qualche lettore, meno di qualche altro. Una cosa che non è soggettiva, invece, è la capacità narrativa e l'uso corretto della grammatica. Ma quelli sono gli strumenti dello scrittore che si affinano solo con la pratica e con lo studio. Frequentare i corsi di scrittura creativa e mettermi in relazione con altri autori inediti mi ha aiutato a capire come approcciarmi alla scrittura e poi, in seguito, a una casa editrice. Quando è arrivata la prima proposta di pubblicazione, allora ho avuto la certezza di esserne davvero capace. 

La trama di questo libro è abbastanza complessa, com'è nata?Un poco alla volta o quando ti sei messa a scrivere avevi già chiara in mente la storia? 
Ho scritto questo libro in sette anni. L'idea è partita da un mercato della domenica, osservando una famiglia tutta al femminile dietro al bancone della frutta e della verdura che preferivo. Poi tutto il resto è nato scrivendo. Inizio sempre prendendo appunti sui personaggi, sui luoghi, sui punti salienti della trama e poi da lì costruisco la storia in base a quello che mi dettano testa e cuore durante la stesura. A volte prevale l'uno e a volte l'altro. Dalle oltre 400 cartelle iniziali ho cominciato il vero lavoro di lima e cesello, quello che reputo il più difficile in assoluto. Ho riletto un'infinità di volte il testo modificando qualcosa ogni volta e anche Alena ed Ethan, con il passare degli anni, sono molto cambiati. Forse perché intanto sono cambiata anch'io. Ho smesso di rileggere e correggere, anche con l'aiuto della mia editor, solo pochi giorni prima del visto si stampi. Anche adesso, se lo rileggessi per intero, cambierei di sicuro qualcosina... 

I caratteri dei personaggi del libro ti sono stati ispirati da persone che conosci o sono totalmente frutto della tua fantasia? 
Assolutamente frutto della mia fantasia. Creare persone (alcuni li chiamano personaggi) dal nulla e dare loro un carattere specifico e delle peculiarità è, secondo me, la parte più divertente di scrivere un romanzo. 

Stai pensando ad un altro libro? 
Certo! A due in realtà. Uno è già in stesura. Si tratta di un romance suspense ambientato nelle Ardenne. O per lo meno l'idea è quella. Vedremo, poi, dove mi porterà la penna.



Ho letto anche i ringraziamenti alla fine del tuo libro e mi è piaciuta molto la tua riflessione alla fine

 "Non dovremmo mai fermarci noi donne, davanti a niente e nessuno. Inseguiamoli sempre i nostri sogni, realizziamo tutti i nostri desideri, facciamo tutto ciò che è in nostro potere se questo non lede alcuno ma serve a renderci felici. Non lasciamo che qualcuno ci annulli o zittisca o tenti di sopraffarci. Altrimenti, che siamo donne a fare?"


Alla fine del libro c'è un QRcode con il quale è possibile accedere ad una playlist di canzoni associate ai vari capitoli del libro.

venerdì 12 novembre 2021

Club del Libro: La cacciatrice di storie perdute di Sejal Badani

 Nel mese di ottobre, qui alla base, abbiamo cercato di ridare vita al Club del Libro, un'attività che avevamo iniziato nel marzo del 2020 pensando che il Club ci avrebbe potuto dare un'occasione di confronto e anche un momento d'incontro con le atre donne presenti qui ... poi arrivò il Covid e il Confinement.

Abbiamo continuato a leggere ed abbiamo provato ad avere degli incontri virtuali: non è andata malissimo, abbiamo comunque avuto letture condivise per 8 mesi.

Ora che le misure di distanziamento sono più morbide, abbiamo pensato di rilanciare l'attività e cominceremo con 

La cacciatrice di storie perdute 

di Sejal Badani

Best seller internazionale tradotto in 12 lingue.
Questo libro scelto un po' per caso, sperando che il titolo invogliasse un maggior numero di donne a partecipare alla lettura condivisa, si è rivelato molto appassionante. Alcune di noi hanno fatto notte fonda, non riuscendo a staccargli gli occhi di dosso!

Jaya, giornalista newyorchese di origini indiane parte per l'India per scoprire che cosa il nonno morente voglia lasciare a sua madre. In realtà la giovane donna sta cercando di sfuggire al dolore causato dalla terza gravidanza consecutiva finita male. Fugge dalle macerie del suo matrimonio che sembra non essere stato capace di sopravvivere al dolore delle perdite: il marito Patrick sta già guardando altrove ...
Grazie all'incontro con Ravi, un intoccabile, domestico di sua nonna e custode della storia della famiglia Jaya imparerà conoscerà la storia delle donne che l'hanno preceduta e finalmente capirà perchè sua madre le è sempre sembrata così fredda e distante. 

Una lettura scorrevole e avvincente che tratta tematiche importanti:

La maternità negata da madre natura e il modo diverso di metabolizzare il dolore all'interno della coppia. Come un dolore così grande possa dividere o unire due persone.

"Patrick rimaneva accanto a me, oppresso da tutto il suo dolore. Piangeva, mentre io non riuscivo a versare una singola lacrima. Soffriva quando il dolore che provavo non mi concedeva nessuna tregua. Il suo percorso verso la guarigione consisteva nel tornare alla vita di tutti i giorni. Ma ogni passo avanti che faceva mi lasciava sempre più indietro. Alla fine, mi sono ritrovata da sola e senza risposte su come riempire tutto quel vuoto."

La condizione della donna: a partire dalla situazione in India alla metà del secolo scorso quando grazie anche a Gandhi si sono fatti grandi passi avanti fino ad arrivare ai giorni nostri quando ancora la forza della consuetudine blocca le donne in una condizione di inferiorità. 
Jaya scopre di avere una nonna, Amisha,  che amava scrivere, proprio come lei e che grazie alla scrittura ha cercato di evadere dalla propria condizione.

"E se la tradizione non fosse altro che una scusa per mantenere le cose come sono sempre state?"

"Se la società accetta un comportamento, le conseguenze sono poche", concordò Stephen. "Ci vorrebbe una persona di spicco che si opponesse alla norma."

"La storia ci insegna che abbiamo bisogno di etichette per definire chi siamo. Per centinaia di anni, le persone hanno categorizzato le altre come esseri inferiori per sentirsi più potenti."

L'amore: quello per la famiglia, quello per i figli, quello impossibile per un uomo diverso, quello per un amico insostituibile. La storia di Amisha insegna alla nipote che si può essere forti tanto da accettare con coraggio il proprio destino. Sempre in bilico tra i suoi reali sentimenti e ciò che la società pretende da lei Amisha scrive storie che nascono prepotenti dentro di lei. Vuole imparare l'inglese per potersi migliorare, per poter leggere anche lei i libri sui quali hanno studiato i suoi fratelli e sui quali studieranno i suoi figli (tutti maschi, tranne una). Entra alla scuola britannica e conosce Stephen, un uomo dell'Impero, che la ascolta e la fa sentire una persona e non solo una donna. Un amore profondo e delicato che si scontra contro il muro delle differenze razziali.
 
La gratitudine: quella di Ravi, intoccabile assunto come servitore da Amisha, si trasforma in una lealtà e dedizione totale nei confronti della sua padrona e della sua famiglia. Sarà grazie a lui e al suo racconto che Jaya riuscirà a rimettere assieme i pezzi della propria esistenza.

Un giorno Ravi accompagna Jaya a visitare un orfanotrofio, dove lui spesso porta la pronipote, per farle capire quanto la sua vita sia felice e fortunata. Qui Jaya capisce di essere rimsta troppo a lungo concentrata sul proprio dolore.
"«Che cosa intende?» 
«Tutti i genitori sognano di avere un figlio proprio. Crescere un riflesso di sé stessi. O no?», spiega. «Ma i genitori che vengono qui ammettono di non essere riusciti a realizzare i propri sogni. Sono passati dalla disperazione alla rassegnazione. Non possono avere un figlio tutto loro, ma i loro cuori sono ancora vuoti. Passano da quella porta già con le braccia tese». 
«Ma quel bambino non è né il loro riflesso né sangue del loro sangue». 
«Questo è vero, ma in quel momento il bambino li rende una famiglia. E i genitori escono da qui consapevoli del fatto che essere madre o padre è un dono, non importa il modo in cui l’obiettivo venga raggiunto». 
Riporta la bambina addormentata nel suo lettino. «Vorrei che tutti, non solo le poche persone costrette a percorrere questa strada, sapessero che cosa si ottiene in cambio quando si dona il cuore a un bambino che non è il proprio figlio naturale»." 

L'amicizia e la forza che da essa si può trarre e l'importanza della gentilezza

  "spero di imparare a rimanere piccola quando serve, affinché gli altri possano sentirsi alti." 

Una scrittura nella quale immergersi totalmente e un finale non scontato.

Con questo post partecipo al   Venerdì del Libro di Homemademamma 

giovedì 11 novembre 2021

Torta di porridge al cioccolato e mirtilli

 



Ingredienti:

• 1/2 tazza di preparato per porridge istantaneo (45gr) BlueberryCheesecake

• 3/4 di tazza di bevanda alle nocciole bollente (185ml)

• 1/2 tazza di farina (75gr)

• 1 cucchiaino di lievito per dolci

• 1 pizzico di sale

• 75gr di burro sciolto

• 100gr di zucchero

• 2 uova medie 

• 100 gr di cioccolato fondente tritato

• 1/4 di tazza di nocciole tritate


Se usate un porridge neutro, aggiungete una manciata di mirtilli congelati.

Versate l'acqua bollente sui fiocchi d'avena e lasciate raffreddare.

Fate sciogliere il burro a bagnomaria e poi aggiungete il cioccolato e lo zucchero. Mescolate bene fino ad ottenere un composto liscio e amalgamato. Fatelo intiepidire.
Incorporate le uova una alla volta.
Aggiungete il porridge, un pizzico di sale, la farina setacciata con il lievito e per ultime le nocciole tritate.




Imburrare ed infarinare una teglia (22cm di diametro per una torta alta, una teglia quadrata un po' più grande se volete ottenere l'effetto brownies), io ho anche foderato il fondo con la carta da forno.




Cuocere nel forno caldo a 170°C per 30/35 minuti



mercoledì 3 novembre 2021

Torta di porridge alle mele



Avevo già usato i fiocchi d'avena per fare dei biscotti o li avevo tritati per fare dei muffin, ma questa volta ho voluto utilizzare i fiocchi precotti per il porridge nella preparazione di una torta. 

Per scoprire come utilizzare il quick oatmeal ho fatto una ricerca in rete, si trovano molti spunti cercando porridge cake o backed porridge. 

Nel mio caso ho usato del preparato per porridge alle mele, già insaporito alla cannella, con pezzetti di mela essiccata e noci.

Ingredienti:

1 tazza di preparato per porridge istantaneo (90gr)

1 tazza e 1/2  di acqua bollente (375ml)

1 tazza di farina (140gr)

1 cucchiaino di lievito per dolci

1 pizzico di sale

100gr di burro morbido

200gr di zucchero

3 uova medie 

3 mele: 2 tagliate a cubetti e 1 a fettine sottili

Se usate del porridge neutro, aggiungete anche un po' di cannella (a piacere), una manciata di noci/nocciole tritate grossolanamente e una manciata di mele disidratate.

In una ciotola versare l'acqua bollente sul porridge e lasciate raffreddare.

Nel frattempo in un'altra ciotola sbattete il burro con lo zucchero, il pizzico di sale e le uova, aggiungete il porridge e mescolate bene. Per ultima aggiungete la farina setacciata con il lievito. Ora aggiungete le mele tagliate a cubetti e mescolate bene in modo da dividerle nel composto.

Foderate il fondo di una teglia (24 cm di diametro) con della carta da forno, ungete con burro e spolverate con farina sia il fondo che i bordi: versate l'impasto e guarnite con la mela a fettine.

Cuocere nel forno preriscaldato a 175 gradi, modalità ventola da pasticceria o statica per 35/40 minuti.

La torta resta un pochino umida, fate la prova stecchino: quando uscirà senza impasto attaccato, la torta sarà pronta.

Lasciate rafrreddare bene prima di sformala.

Ottima servita con un tè o a con una spremuta d'arancia.




lunedì 18 ottobre 2021

Ritorno al "Caffè Lento"


 Siamo tornati al "Caffè Lento" per citare @lamagiadellespezie

Dopo 17 anni di cialde, siamo tornati alla Moka. Il motivo scatenante è stata l'ennesima rottura della macchina del caffè causata dalla durezza dell'acqua in questa zona. Nonostante usassimo la caraffa filtrante e usassimo accorgimenti come pulire spesso la macchina con prodotti decalcificanti ... la macchina continuava ad avere problemi.
Quindi il primo motivo per cui abbiamo deciso di cambiare abitudini non è molto nobile: la salvaguardia dell'ambiente non è stato il primo pensiero!
Come famiglia abbiamo fatto altre scelte sostenibili, ma il caffè era ancora uno scoglio duro da affrontare, soprattutto da quando siamo all'estero dove non è facile entrare in un bar e bersi un espresso.
Comunque, nonostante la molla scatenante non fosse un nobile principio, siamo riusciti ad eliminare la macchina con le sue cialde in plastica e i prodotti per pulirla. 
In Italia facevo la raccolta differenziata e svuotavo le cialde (un lavoro scocciante da morire ma ...) mettendole nel cassonetto della plastica, in realtà però sarebbe meglio dirigersi verso la diminuzione dell'utilizzo della plastica e non solo del riciclo.
Oltre alla questione ecologica, anche quella economica non è da sottovalutare, dati i costi del caffè in cialde. Ovvio che si risparmia rispetto al bar, ma il costo rispetto al caffè per la Moka è incredibilmente alto: 28/30€ al chilo per quelle più economiche, 4 volte il prezzo del caffè sfuso!

Un altro aspetto che ci ha convinti a tornare alla Moka è stata appunto l'idea della lentezza, di tornate ad assaporare il caffè con calma. Il rito di preparare la moca, attendere che il caffè salga, l'aroma che si diffonde in tutta la casa. Tutte cose che con le cialde si sono perse.

Ci siamo dovuti "accontentare" di una Moka da due, qui al momento non siamo riusciti a trovare quella da uno, perciò aggiungiamo anche la condivisione come aspetto positivo di questo cambiamento: per bere il caffè ci si aspetta.
Per quanto mi riguarda, il "Caffè Lento" mi aiuterà a che a berne di meno e ad assaporare maggiormente l'attimo come facevo una volta.

Se volete consigli sul caffè e le sue tante possibilità, andate a vedere il sito di La Magia delle Spezie.
Se volete consigli su come vivere in maniera più ecosostenibile andate a leggere il blog di Martina 

venerdì 15 ottobre 2021

Un libro dallo scaffale: La canzone di Achille di Madeline Miller

 

La canzone di Achille 
di Madeline Miller

Il libro inizia con la voce narrante di Patroclo che parla della sua miserevole vita alla corte di suo padre e del tentativo di quest'ultimo di proporre un bimbo di soli 9 anni come sposo per la bellissima Elena. Purtroppo Patroclo è destinato a deludere suo padre sia come pretendente alla mano della più bella donna del mondo, infrangendo così i sogni di Menezio di stringere alleanze convenienti, sia come fulgido figlio di re. 
Dopo l'uccisione involontaria  di un giovane nobile, il figlio del re non sa difendersi poiché manca dell'arroganza del suo rango e finisce con l'esser esiliato. Patroclo racconta del suo arrivo alla corte di Peleo, della vita che conduce assieme agli altri ragazzi ospiti del re: gli addestramenti giornalieri all'arte del combattimento e la solitudine.
Achille compare tra questi giovani come un'eletto, si capisce subito quanto sia diverso da tutti e quanto tutti cerchino la sua compagnia. Anche lo schivo Patroclo lo osserva e ce lo racconta. Nonostante il giovane principe esiliato sembri insignificante e destinato al fallimento, Achille lo nota, se ne innamora e lo sceglie come compagno quando il padre Peleo lo manda sul monte Pelio affinché venga istruito dal centauro Chirone.
Gli anni trascorsi sulla montagna ad abbeverarsi degli insegnamenti del centauro forgiano sia Achille che Patroclo sebbene in maniera diversa. Anche il loro rapporto cresce, si amano profondamente nonostante la nereiade Teti detesti il giovane Patroclo e lo consideri solo una macchia, un impedimento al raggiungimento della gloria da parte di suo figlio.

La scrittrice si attiene alla versione dell'Iliade per quanto riguarda la leggenda di Achille: figlio di un mortale e di una nereiade è un semi dio dalle capacità marziali incredibili, ma pur sempre mortale. Non narra di un Achille reso quasi immortale dalla madre, ma di un guerriero dalle straordinarie doti, che sconfigge innumerevoli nemici e che è difficilissimo da sconfiggere.

I culmine del racconto si raggiunge ovviamente quando il comportamento di Agamennone scatena l'ira del pelide con conseguenze tragiche per l'esercito acheo. In questo frangente si delinea la personalità di Patroclo un uomo sensibile diviso tra l'amore per Achille e la paura che il comportamento di quest'ultimo arrivi a farlo odiare dal popolo che lo ha osannato finora.

La vita di Patroclo viene interrotta da Ettore, come narrato nell'Iliade, ma la sua voce continua a narrare la storia: il dolore di Achille e la sua rabbia verso Ettore, la sua sete di vendetta e la sua disperazione... 

Consiglio la lettura di questo libro , a me è piaciuto molto soprattutto perchè ha risalto alla figura di Patroclo facendolo brillare di una luce propria, completamente diversa da quella del guerriero Achille.
Due punti di vista differenti sulla gloria, sulla guerra, sull'amore, l'amicizia e il rispetto. Patroclo risulta esser un po' il Grillo Parlante di Achille aiutandolo ad essere un uomo migliore.

Di questa autrice sto leggendo Circe ... vi farò sapere


martedì 5 ottobre 2021

Torta carote, mandorle e arance (senza burro, senza olio)


Ingredienti:

4 uova
150 gr di zucchero semolato
150 gr di farina 
1 bustina di lievito
125 grammi di farina di mandorle
150 gr di carote finemente grattugiate
1 buccia d'arancia grattugiata 
100ml di succo d'arancia


Montare le uova intere e lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso.
Aggiungere poco alla volta la farina setacciata con il lievito.
Mescolare dal basso in alto per smontare meno possibile il composto. 
Aggiungere allo stesso modo la farina di mandorle e le carote.
Da ultimo aggiungere il succo d'arancia.

Versare in una tortiera leggermente oliata e col fondo ricoperto da carta da forno. 

Cuocere in forno caldo a 170 gradi per 35 minuti circa (fare la prova stecchino).
Lasciare altri 10 minuti nel forno spento, con lo sportello aperto 10 cm.
Far raffreddare prima di sformare.

La torta resta morbida e umida, ottima da accompagnare con un tè o un caffè. 




 

mercoledì 28 luglio 2021

Un libro dallo scaffale: La lunga attesa dell'angelo

 

La storia di Jacopo Robusti detto Tintoretto, pittore veneziano del 500, raccontata da lui stesso durante gli ultimi giorni di vita. Il maestro, costretto a letto dalla malattia, narra la sua incredibile vita: la fatica di riuscire a splendere all'ombra della maestosa figura di Tiziano. La lotta per staccarsi dalle umili origini di figlio del tintore, per farsi accettare dagli altri come artista e non come artigiano. La tenacia di aver seguito sempre la propria strada , di essere stato unico sinché se non compreso.
In questo racconto tormentato e appassionante Tintoretto racconta anche la sua vita privata, il rapporto con l'amante tedesca e con la favolosa Scintilla nata dalla loro storia. Narea di come abbia voluto crescere questa figlia come fosse un ragazzo, forgiando una donna anticonformista. Racconta della giovane sposa sedicenne che ha saputo amarlo e accettarlo, stargli vicina e prendersi gara di lui della casa e dei figli.

Il racconto di Tiziano passa per la morte prematura di un figlio, racconta della scalata sociale, della peste che ha quasi annientato Venezia. Racconta del conflitto con il figlio Marco, del sacrificio del figlio Domenico che divenne poi il giovane Tintoretto.
Ne viene fuori una figura anticonformista per quanto riguarda ka pittura  ma un uomo tradizionalista per quanto riguarda la religione e la famiglia.
Tintoretto combattere finché non viene accettato alla Scuola Grande di San Rocco. Narra del suo amore per Venezia città dura e difficile alla quale ha consacrato la sua vita e la sua arte.

Si può, a mio avviso, considerare quest'opera un romanzo storico  per il grande lavoro di ricostruzione storica, sia dell'epoca sia del personaggio fatto dalla scrittrice. Lo stile di scrittura e il linguaggio adoperato sono  adatti al genere di narrazione e all'epoca ma il risultato è di una lettura scorrevole e appassionante.


giovedì 1 luglio 2021

Primo giorno di vacanza


Quest'anno è stato difficile, tra le restrizioni, le lezioni online alternate a quelle in presenza, il coprifuoco, la chiusura dei centri sportivi per chi aveva più di 13 anni...
La scuola è andata avanti, con i test, le lezioni e alla fine anche gli esami e le ragazze hanno tenuto il passo: nonostante la fatica, i momenti di sconforto, la nostalgia dell'Italia.

Nonostante tutto siamo arrivati alla fine dell'anno, abbiamo salutato gli amici che lasceranno in Belgio per ritornare nei loro paesi e ci accingiamo a partire per le agoniate vacanze.


In questi ultimi due mesi la nostra vita ha preso una svolta più marcata: abbiamo fatto alcuni passi per concretizzare l'idea che già avevamo in mente: rimanere qui dopo la fine del mandato di mio marito. 
Un passo alla volta, stiamo pianificando il nostro futuro, stiamo posando i primi mattoni.
Ho trovato un lavoro, abbiamo trovato casa fuori dalla base ... 
Adesso pensiamo all'estate a Venezia, ad abbracciare la famiglia e gli amici che poi quando torneremo qui, ne avremo di cose da fare.

Buona estate a tutti

 

lunedì 7 giugno 2021

Hummus di ceci 𝙚𝙖𝙨𝙮 𝙥𝙚𝙖𝙨𝙮 𝙡𝙚𝙢𝙤𝙣 𝙨𝙦𝙪𝙚𝙚𝙯𝙮 😉


 ingredienti

  • 1 lattina di ceci
  • 1 cucchiaio di tahine (pasta di sesamo)
  • 1 cucchiaio di olio d'oliva
  • 2 spicchi d'aglio schiacciati
  • Mezzo limone
  • 1 cucchiaino di cumino tritato
  • ½ cucchiaino di sale

Scolare i ceci dalla lattina, sciacquarli e poi passarli in una pentola con acqua bollente per 2 minuti.  Scolare i ceci, sciacquarli nuovamente ed eliminare le pellicce con un tovagliolo e lasciarli raffreddare. Questo ridurrà  molto l'effetto "fagiolo". Se si è di fretta e non si ha il tempo di passare per la sbollentatura e il raffreddamento, è raccomandabile almeno sciacquali bene. E passarli comunque con il tovagliolo: un po' di pellicine verranno via ugualmente. 

Mettere i ceci nel bicchiere del mixer, aggiungere gradatamente tahine, l'olio d'oliva, l'aglio, il limone, il cumino e il sale (poco).  Si può sempre aggiungerne i condimenti in base ai propri gusti, quindi meglio iniziare con metà delle dosi indicate.  Frullare fino a ottenere un composto omogeneo e cremoso che si possa spalmare o raccogliere con le crudité .

Decorate con un filo d'olio e qualche oliva e servire con crostini o con verdure crude.

domenica 30 maggio 2021

Fragole che passione! Insalata con spinaci e formaggio di capra

 Ingredienti per 4 persone 

  • 350gr di fragole
  • 350gr di spinacini
  • 150gr di formaggio di capra
  • 30gr di gherigli di noci
Per la vinaigrette
  • Olio di noci
  • Aceto di fragole
  • Sale e pepe 
Frullate 6 fragole e condite con 3/4 cucchiai di olio e 2 di aceto. Aggiustate di sale e pepe. 
Con questa vinaigrette condite l'insalata. 




L'olio di noci aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e la presenza di vitamina E protegge il sistema nervoso.  È l'olio vegetale più completo;  offre il miglior rapporto omega-3/omega-6. 
Meglio sceglierlo biologico e da spremitura a freddo.

Attenzione: l'olio di noci non resiste al calore e si ossida molto rapidamente. Meglio quindi utilizzarlo a crudo come condimento di un'insalata.
Si consiglia di onservarlo al riparo dalla luce e di consumarlo entro tre mesi dall'apertura della bottiglia.


Proprietà degli spinaci

Primo ottimo motivo per mangiare gli spinaci: è un alimento che può aiutarci a prevenire l'insorgenza di alcuni tumori.  Infatti, gli spinaci contengono sia antiossidanti (tra cui luteina, zeaxantina, clorofilla), oligoelementi, farmaci antinfiammatori e sulforafano, un agente anti-cancro che protegge il fegato, i polmoni, il seno, il colon e le ovaie.

Raramente si pensa a mangiare spinaci regolarmente per una pelle luminosa e capelli splendenti.  Eppure ... Gli spinaci contengono vitamina A, un nutriente vitale che partecipa alla produzione di sebo e al rinnovamento delle cellule;  soprattutto i capelli e le cellule della pelle.

Per aiutarci a mantenere una buona densità ossea (e quindi ridurre il rischio di osteoporosi e fratture), non dovremmo esitare ad aggiungere gli spinaci ai nostri menu.  Infatti, ricchi di vitamina K, magnesio, calcio e potassio, gli spinaci sono gli alleati per ossa forti e sane!  Per rafforzare il tessuto osseo, niente come gli spinaci crudi o cotti.

Se gli spinaci ci aiutano a mantenere un occhio attento è perché contengono zeaxantina e luteina;  pigmenti vegetali che fanno parte della famiglia dei carotenoidi, che probabilmente non ci parlano molto, ma che aiutano a combattere la degenerazione maculare senile e la cataratta.  Per sfruttare al meglio queste virtù è invece consigliabile consumare foglie mature e non giovani germogli come quelli consigliati per questa insalata.


Gli spinaci risultano un aiuto per mantenere la linea e avere una dieta più equilibrata!
Sono un ortaggio ricco di fibre.  Le fibre, come sappiamo, hanno la particolarità di ridurre la sensazione di fame.
Sono particolarmente ricchi di acqua e con poche calorie (circa 20 kcal / 100 g) e sono anche a basso contenuto di carboidrati.
Fanno bene al sistema digerente perché sono ricchi di betaina;  un composto ricco di azoto che partecipa al buon funzionamento del fegato.
Ricchi di clorofilla, un pigmento che ha proprietà detergenti, sono ideali quando vogliamo ristabilire l'ordine nel nostro sistema digerente.

La quantità di ferro che contengono è piuttosto interessante.  Questo è il motivo per cui alle persone inclini all'anemia (mancanza di globuli rossi nel sangue) e alla carenza di ferro si consiglia di consumare regolarmente gli spinaci.

Sono inoltre ricchi di vitamina K e potassio.  Il potassio è un minerale che è stato collegato a un minor rischio di infarto, una minore ipertensione e un minor rischio di malattie cardiovascolari. Inoltre la vitamina K è un prezioso alleato nel prevenire la coagulazione del sangue nelle arterie!


Proprietà delle fragole 🍓

Ricche di acqua e fibre, a basso contenuto di zuccheri e calorie e ricche di micronutrienti, le fragole sono un frutto sano.  In particolare, contengono più vitamina C dell'arancia e vitamina B9 in grandi quantità.  Sono anche una fonte di manganese, calcio e magnesio che aiutano a coprire il nostro fabbisogno di minerali.
Infine, come tutti i frutti rossi, le fragole sono ricche di antiossidanti sotto forma di antociani e flavonoidi dell'acido ellagico noti per i loro benefici per la salute.

Il formaggio di capra 🐐

Il formaggio di capra produce l'effetto di un probiotico perché contiene batteri lattici che hanno la proprietà di fermentare il latte.  Questi batteri hanno una funzione protettiva contro le infezioni e sono chiamati a preservare la flora intestinale e rafforzare il sistema immunitario.

Presenti in grandi quantità in questo formaggio, permettono di migliorare il transito intestinale.  Questo formaggio è quindi un vero e proprio probiotico, che agisce attivamente contro gonfiore e dolori di stomaco.

venerdì 28 maggio 2021

Venerdì del Libro: Il racconto dell'ancella

 

𝙄𝙡 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙖𝙣𝙘𝙚𝙡𝙡𝙖

di

𝙈𝙖𝙧𝙜𝙖𝙧𝙚𝙩 𝘼𝙩𝙬𝙤𝙤𝙙

Dopo aver visto la serie TV su Amazon ho voluto leggere il libro, credendo che vi fosse il seguito della storia.

Ma non è stato così!

Il libro è stato concepito diviso in due parti ben distinte: i racconti dell'ancella e l'analisi che ne fanno gli storici. 

Si scopre così che i racconti sono un ritrovamento archeologico e che la seconda parte del libro è una conferenza durante la quale si parla di quel periodo storico, si spiega dove sia stato rinvenuto il diario e si fanno delle congetture.

Al momento sono rimasta un pochino spiazzata,  mi aspettavo altro! Ma poi ho apprezzato il seguito del libro che si allontana molto dall'idea Hollywoodiana che mi ero fatta inizialmente. 

Guarderò comunque la seconda stagione della serie, appena disponibile,  ma come un'opera a parte non come il proseguo del libro.

Trama:

Si tratta di un romanzo distopico, ambientato in un futuro non troppo lontano, negli Stati Uniti.

L'umanità è arrivata quasi alla riproduzione zéro, causa inquinamento 

Con questo post partecipo al   Venerdì del Libro di Homemademamma 

martedì 25 maggio 2021

Vellutata di zucchine super leggera

Generalmente per rendere cremose le "vellutate" , le creme di verdura non uso mai la panna, ma uso un paio di patate. Queste, al momento di frullare tutto con il minipimer, rilasciano l'amido che serve ad addensare la zuppa.

Oggi però ho voluto provare una versione più leggera eliminando le patate.


Ingredienti per due persone:

  • 4 zucchine grandi
  • 2 carote
  • 2 scalogni
  • 1 spicchio d'aglio 
  • 1/2cm di zenzero fresco
  • Sale e pepe
  • olio EVO
  • semi di canapa decorticata
Cuocere le zucchine e le carote a vapore. Una volta cotte schiacciatele con una forchetta e ripassatele in padella con lo scalogno, lo zenzero e l'aglio tritato per farle insaporire. Frullate tutto e insaporite con una macinata di pepe, se necessario aggiungere un po' di sale. Servire la zuppa cosparsa di semi di canapa decorticata.

Cuocendo le zucchine al vapore si evita che queste si riempiano d'acqua il che rende la crema meno liquida e fa anche in modo che i nutrienti delle zucchine restino maggiormente preservati.

Volendo avere una cottura ancor più leggera, si possono cuocere al vapore anche aglio e scalogno.
Una volta frullato tutto, potete aggiungere lo zenzero tritato e l'olio a crudo. 

In questo post trovate caratteristiche e benefici delle zucchine 

sabato 22 maggio 2021

Maggio detox: tris di insalate di stagione

Inizia la bella stagione e quindi l'insalata diventa regina della tavola. Qui ci sono 3 suggerimenti per insalate sfiziose che si sposano bene anche con i semi oleosi e la frutta secca.

È buona abitudine iniziare il pasto con un'insalata di verdura cruda per controllare il senso di sazietà e per una maggiore assunzione di fibre ... Un maggiore apporto di fibre può aiutare controllare bene il colesterolo, regolare la glicemia quindi dal punto di vista della salute, e in particolare della salute cardiovascolare , le fibre hanno ampiamente dimostrato i loro benefici. 
Mangiare una porzione di insalata al giorno è una buona abitudine! 

Meglio prediligere prodotti stagionali e del nostro territorio: in questo modo avremo alimenti più saporiti e ricchi di proprietà benefiche. 
Se i prodotti sono freschi e di stagione anche l'uso dei condimenti sarà ridotto.


Insalata vellutata
Valeriana
Sedano
Carote
Cipollotto fresco


Insalata croccante
2Carote tritate
1 costa di sedano
1 cetriolo
1/2 finocchio


Insalata piccantina
Spinacini freschi
Rucola
Ravanelli
Crescione


Durante il periodo detox condire con limone 🍋 o con acidulato di umebosci.
Altrimenti  potete usare olio EVO, non troppo sale, pepe e qualche seme oleosi.


lunedì 17 maggio 2021

Succo di barbabietola rossa e carota

 

La barbabietola apporta molti benefici alla salute, migliorando la circolazione sanguigna e aiutando il fegato ad eliminare le tossine. 

È un ottimo succo antiossidante che aiuterà il  corpo a creare nuove cellule e combattere gli attacchi dei radicali liberi.

La barbabietola è anche un'ottima fonte di glutammina, un amminoacido che ha la particolare proprietà di rafforzare il sistema immunitario. 

Ma la vera arma segreta delle barbabietole sta nella sua concentrazione di nitrati inorganici o nitrati alimentari.
I nitrati ( in alte concentrazioni anche negli spinaci) si trasformano naturalmente in ossido nitrico, una molecola che rilassa e allarga i vasi sanguigni.
Le nostre cellule saranno quindi in grado di ottenere ossigeno più facilmente e questo può avere un grande impatto sulla nostra salute.

È da preferire il succo di barbabietola cruda ed è meglio berlo miscelato al succo di carota o cetriolo. Consiglio di mischiarlo ad altre verdure per attenuare il sapore "terroso" e dolciastro della barbabietola. 
Si può bere al naturale o condirlo (come il succo di pomodoro) con pepe e limone.

Controindicazioni

Se soffrite di acidità, bruciore di stomaco, gastrite e reflusso gastroesofageo kl succo di barbabietola non fa per voi.
A causa dell’elevato contenuto di zuccheri, deve essere assunto cin attenzione da chi soffre di diabete.
Vusta la sua ricchezza di sali minerali non è indicata per chi soffre di calcoli renali,

Un effetto non pericoloso e che colora feci e urine di rosso, se consumato in maniera abbondante.

In questo post trovate altre informazioni sulle proprietà della Barbabietola.

sabato 15 maggio 2021

Curry Verde con verdure e Seitan

 



Ingredienti per 4 persone:

  • 300gr di bulgur
  • 1 zucchina 250gr
  • 1 melanzana 250gr
  • 3 pomodori 160gr
  • 1 Peperone 160gr
  • 1 cetriolo
  • 1 cipolla rossa
  • Latte di cocco cremoso 200ml
  • Paté di curry verde 100gr
  • 400gr di Seitan

Lavare le verdure e tagliarle a pezzi.
Tritare grossolanamente la cipolla.




Scaldare 2 cucchiai d'olio in una padella, far cuocere leggermente la cipolla e aggiungere le altre verdure e cuocere per a fuoco medio per 4 minuti. 

Aggiungere la pasta di curry verde e cuocere per ancora 2 minuti. 

Aggiungere il latte di cocco e cuocere per altri 15 minuti s fuoco lento. 
5 minuti prima della fine aggiungere il Seitan in modo che prenda sapore.


Servire il curry con il bulgur cotto seguendo le istruzioni della confezione.