sabato 30 luglio 2011

Bambini in cucina: le cotolette!

L’altra sera due amichetti sono venuti qui con la loro mamma ed abbiamo avuto un’altra delle nostre sessioni di cucina, quindi dopo aver cucinato i pan-cakes salati, la Tagliatelle Arcobaleno, il Tortino di Pancarrè, la Speedy Pizza,le Polpette di Piselli, la Torta Nutellotta ... questa volta i piccoli cuochi si sono cimentati nella preparazione delle cotolette!


Dopo la spiegazione di Monica (non io) tutti all'opera!









Tutti  a Tavola !!!


Cotolette di petto di tacchino,
ripassate nella farina 
poi nell'uovo e infine nel pan grattato.

venerdì 29 luglio 2011

Il Venerdì del Libro: Giochiamo allo Yoga

Aderendo ad un'iniziativa di HomeMadeMamma anche questa settimana parteciperò a I Venerdì del Libro.



Oggi vorrei parlarvi di un libro che sicuramente avrete già sentito nominare e visto in rete.

di Claudia Porta 


Si tratta di una guida alle posizioni yoga più adatte ai bambini, il tutto raccontato con una piccola storiella che potrete condividere con i bambini.


Ogni posizione viene spiegata, raffigurata e ne vengono spiegate le proprietà e i benefici.
Alla fine del percorso troverete anche un esercizio di meditazione e rilassamento adatto ai più piccoli.

Quando è arrivato il pacchetto con il libro, alla sera con le bambine abbiamo letto la storia e guardato le figure, le piccole sono rimaste affascinate dal fatto che quel libro fosse stato scritto da una mamma e che quelli illustrati fossero i suoi bambini.

La mattina successiva, sistemate comodamente sul mio tappeto da Shiatsu, sottofondo musicale "i notturni" di Chopin, ci siamo messe all'opera ed abbiamo eseguito le prime figure del libro.
Una domanda all'autrice del libro:
" Si può fare Yoga con un sottofondo musicale, oppure bisogna stare in ascolto del proprio respiro e del proprio corpo?"

Claudia: "Certo che si può fare! E si può scegliere il proprio sottofondo preferito, qualunque esso sia. A condizione che sia appunto un sottofondo e che non distragga dalla pratica né impedisca di raggiungere gli obiettivi che si desiderano (ad esempio sarà meglio evitare l'hard rock se desiderate rilassarvi)."


Già... me lo sentivo che Chopin fosse più adatto dei Rolling Stones ;)

Abbiamo iniziato con calma, pensando alla respirazione, cercando di eseguire gli esercizi assieme... alcuni più facili, son riusciti subito, altri li conoscevamo dalle esperienze precedenti di ginnastica e danza educativa, un paio hanno richiesto attenzione per l'equilibrio.

Non ho mai praticato lo yoga, ma avevo deciso che avrei iniziato a settembre, quindi questo banco di prova con le mie figlie mi stimola molto.
Avrei però un'altra domanda per Claudia "Per quanto tempo vanno tenute le posizioni?"

Claudia:  "Durante una lezione di yoga i tempi sono condizionati dall'insegnante e dagli altri allievi. Quando si pratica da soli invece è possibile seguire i propri tempi. Il che significa che la posizione va mantenuta finché è confortevole e procura benessere." 

Le reazioni delle mie figlie alla seduta di Yoga sono state differenti, così come differiscono le bambine nel carattere e nell'approccio alla vita.
Immagino che anche la differenza d'età abbia giocato il suo ruolo.

Ch. (6 anni e mezzo) si è impegnata ad occhi chiusi, cercando di eseguire al meglio le posizioni e cercando di controllare la respirazione... ogni tanto chiedeva “mamma guardami, è giusto?”

 An. (quasi 5 anni) guardava la sorella, con il risultato che alcune posizioni erano tutte storte, a volte non prestava attenzione alla spiegazione e poi mi guardava perplessa.
Ogni tanto sorrideva allegra e ripeteva “sono un cobra … tu sei una sfinge e te ne vai in Egitto … “ ecco l’idea di una sessione silenziosa non l’ha neppure sfiorata :) … la posizione che le è piaciuta maggiormente è stata quella del Leone con tanto di ruggito.
Però ci siamo rilassate e abbiamo finito tutte tre con il sorriso sulle labbra!

 “Claudia, dalle foto sul tuo blog, sembra che fare Yoga con i tuoi bimbi sia molto zen … com’è in realtà? Anche loro a volte commentano, a volte sorridono, a volte si guardano … tutto questo fa parte di un cammino che porterà i bambini a fare Yoga con disciplina e concentrazione oppure sto sbagliando qualcosa?”

Claudia: "Lo yoga in casa nostra è, appunto, un gioco. Se così non fosse, i piccoli non avrebbero nessuna voglia di praticarlo. Inizialmente, quando ho notato il loro interesse per questa disciplina, ho tentato di praticare anche io insieme a loro. La cosa era piuttosto frustrante perché non riuscivo a praticare come avrei voluto. Ho così deciso di ritagliarmi il mio spazio personale al mattino presto, e di vivere lo yoga con i bambini senza aspettative, lasciandomi guidare da loro".

Abbiamo anche sperimentato una mini sezione serale, prima della nanna, con alcune posizioni consigliate appunto per questo momento:

  1. ·         il Gatto come riscaldamento
  2. ·         il Cane contro l’insonnia
  3. ·         il Leone per scaricare la tensione
  4. ·        il Bambino felice per rilassare e allungare la spina dorsale
  5. ·         il Bambino allunga i muscoli di tutto il corpo e rilassa corpo e mente

Abbiamo terminato con  il rilassamento di cui si parla alla fine del libro e poi un po’ di coccole e via  a letto!
“Che ne pensi Claudia, può andare bene oppure hai dei suggerimenti?”
Claudia: "La vostra sequenza è assolutamente perfetta, anche se riassumere gli effetti di ciascuna posizione in una sola parola è certamente riduttivo. Come rituale prima della nanna posso consigliarti anche questa sequenza, adatta non solo ai bambini ma anche agli adulti."

Sì, infatti, quando hai pubblicato il post sul conciliare il sonno tramite lo yoga, avevo provato con le bambine e anche quella volta avevano gradito.


Le bambine hanno risposto, alla sessione di yoga, in modo così entusiasta che abbiamo voluto provare anche a fare yoga in riva al mare, il risultato è stato piacevole, sulla spiaggia non c’era nessuno o quasi alle 9 del mattino… il bagnasciuga però non  è molto stabile e alcune posizioni (l’albero della vita, l’aquila) non sono facili da mantenere.
“A questo punto meglio concentrarsi sulle posizioni sedute o con l’appoggio su due piedi o continuiamo a provare?”
Claudia: "Se vi divertite, continuate a provare! L'equilibrio non potrà che migliorare."


Hai ragione, ci siamo accorte, dopo una settimana, che fare alcune posizioni su un piede solo non era più una faccenda impossibile :)
Nel ringraziarti per aver condiviso con noi la tua esperienza e aver permesso a noi profane un approccio semplice e concreto allo yoga, vorrei sapere “Cos’è che ti ha spinta a scrivere questo libro e a cosa vorresti servisse?”
Claudia: "Questo libro è stato scritto insieme a Leonardo e Gloria per memorizzare una semplice sequenza da praticare insieme. Parlandone sul blog, ho pensato che potesse interessare anche ad altri e le numerose richieste che mi sono pervenute hanno confermato questa idea.
Vorrei che servisse a far trascorrere qualche momento piacevole in famiglia, permettendo ai bambini di familiarizzare con questa disciplina che potrà essere utile per il resto della loro vita".

Beh, direi che con noi hai fatto centro!
Abbiamo sicuramente trascorso dei momenti piacevoli e le bambine hanno apprezzato l'approccio a questa disciplina in modo così giocoso, tramite una storia.
Come avrete capito dalla recensione entusiasta, vi consiglio questo libro!
















Grazie quindi a Gloria e Leonardo,
 per aver ideato questo bel libro assieme alla mamma
 e grazie a Claudia per aver risposto alle mie domande.

Altri Blog partecipanti:

giovedì 28 luglio 2011

Lezioni di nuoto

Sono una mamma, sono una (ex)commessa, sono una studentessa di Shiatsu, sono una moglie, sono una blogger alle prime armi, sono una a cui piace cucinare, sono una lettrice appassionata, sono una con la testa tra le nuvole, sono una che ha dato 9 esami di architettura in 2 anni e poi ha cambiato idea, sono una che ama le lingue straniere, sono un'amica... ma sono anche un'istruttrice di nuoto e questa non è solo una qualifica lavorativa, questa è proprio una passione, un amore viscerale per questo sport e per il suo insegnamento.
Non c'è nulla di più bello che vedere un bambino superare le proprie paure ed avvicinarsi all'acqua in modo sereno per poter finalmente apprendere lo stile.

Questo sarebbe potuto essere il mio lavoro, se la paga non fosse stata da miseria: non ci si pagavano le bollette!
Almeno non qui dove vivo io, la piscina comunale pagava una miseria e solo in ritenuta d'acconto... per la serie se ci sei lavori, se ti ammali, non vieni pagato perché prendo qualcun'altro per sostituirti e pago lui!

Se avessi potuto contare su uno stipendio base, anche il minimo sindacale, avrei certamente continuato... invece ho dovuto cercare un lavoro "vero" che mi permettesse di portare a casa uno stipendio mensile decente.

Vent'anni fa è cominciato l'amore per questo lavoro... l'amore per il nuoto era sbocciato in me all'età di 6 anni, improvvisamente, un'estate mi sono accorta che sapevo nuotare, anche dove non toccavo e  che non avevo più paura, anzi ero felice in acqua!

Dicevo, vent'anni fa mi iscrissi al corso per istruttori: tre mesi di corso teorico, due lezioni settimanali di 3 ore e poi 40 ore di tirocinio in piscina affiancando istruttori più esperti.

E poi finalmente il mio primo corso!
Un pomeriggio, in piscina, mi si avvicina la direttrice di vasca e mi dice:
"Senti, quell'istruttrice se ne va, lo prendi tu il suo corso?"
Non stavo nella pelle dalla gioia, un gruppetto di nanetti di 4 anni, in costume da bagno, attaccati al bordo della piscina che aspettavano istruzioni da me... li ho guardati, ho sorriso, mi sono presentata ed ho chiesto i loro nomi e poi... poi come per incanto dalla mia mente e dalla mia bocca sono scaturite istruzioni, esercizi, giochi, spiegazioni... le cose studiate al corso, le esperienze a bordo vasca affiancando altri istruttori, la mia passione per questo sport e i ricordi di quando ero piccola, tutto questo aveva contribuito a creare l'istruttrice di nuoto che stava tenendo quella lezione con una gioia ed una serenità tale da far credere che non avesse fatto altro in vita sua.
Alla fine della lezione si avvicina la direttrice di vasca e mi dice "Non credevo te la cavassi così bene, a questo punto non ho bisogno di cercare una sostituta, le prendi tutte tu le ore della ragazza che se ne va? Sono 4 lezioni per 4 pomeriggi la settimana, cominci subito!"

E' stato bello, non solo quel primo giorno, anche gli altri 9 anni che son seguiti.
D'estate poi con una collega avevamo organizzato anche una scuola nuoto in mare ed anche quella è stata una bella esperienza, completamente diversa dalla piscina sia per ambientazione che per numero di utenti.
durante le lezioni in mare avevamo al massimo 3 bambini ciascuna, in piscina ti ammollano 13/14 bimbetti alla volta... anche se al corso ti spiegano che non si può fare lezione a dei bambini piccoli in gruppi superiori ai 7!!!

L'estate scorsa, una signora mi ha vistao fare lezione di nuoto a mia figlia Ch. e mi ha chiesto se potevo aiutare una sua amica che cercava lezioni di nuoto per i suoi figli... e così è ri- cominciata l'avventura.
Funziona sempre allo stesso modo, cominci con un paio di allievi, le mamme ti notano, scrutano la lezione e poi vengono a chiederti se puoi insegnare anche ai loro figli!

E così anche quest'estate un bel gruppetto di bambini sta imparando qualcosa di più sul nuoto.
Viviamo circondati dall'acqua, trascorriamo l'intera estate sulla spiaggia: non saper nuotare può essere davvero pericoloso!

La cosa più importante da insegnare è l'acquaticità: far sentire il bambino a proprio agio dentro l'acqua in qualsiasi posizione e condizione.
In questo il mare aiuta: le onde, la temperatura che varia, le alghe, l'acqua torbida... è decisamente il posto migliore dove familiarizzare con l'elemento acqua, soprattutto le spiagge dell'adriatico, con il loro fondale sabbioso e le acque basse.

Primi passi:

  • chiedete al bambino di prendere dell'acqua con la bocca e spruzzarla a fontanella
  • chiedetegli di farvi vedere come ci si lava la faccia con l'acqua di mare
  • fategli fare delle bolle nell'acqua immergendo la bocca
  • poi passate a far fare le bolle col naso
A questo punto bisogna cercare di far immergere l'intera faccia dentro l'acqua... possibilmente con un gioco, in modo che il bambino non se ne renda conto.

Portate il bambino nell'acqua che gli arriva alle ginocchia e chiedetegli di raccogliere degli oggetto sul fondo (alla decathlon ci sono dei cerchi zavorrati, ma potete usare conchiglie o sassolini o qualsiasi cosa non galleggi), ogni vota che riesce  a raccogliere un oggetto, spostate il successivo nell'acqua un po' più alta... poco alla volta, preso dal gioco, il bambino immergerà la testa per riuscire a raggiungere gli oggetti.

A questo punto, dovrete ricordargli due cose: 
  • fare le bolle ogni volta che immerge la testa (importante per gettare le basi della respirazione)
  • tenere la faccia rivolta verso l'oggetto da pescare (obbligandolo così a tuffarla in acqua) spiegandogli che, se non guarda quello che fa, non ci riuscirà ad afferrare l'oggetto.
Un'altro gioco che facevo con i bimbi più piccoli era di colorare con la sabbia del mare le figure di un libretto galleggiante.
Avete presente quei libretti da bagnetto?
Portatene uno in acqua con voi e chiedete al bambino di raccogliere la sabbia dal fondo e di colorare le varie figure del libro... anche qui, ad ogni risultato conseguito, spostatevi verso l'acqua più fonda.

Spero di essere stata utile a chi vuole iniziare a far famigliarizzare il proprio bambino con l'acqua... 
alla prossima lezione!


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domenica 24 luglio 2011

Barbie: da calzino a sacco a pelo... per mantenere la tradizione!

Ancora un lavoretto per il non contest di Appuntamenti CreAttivi, questo mese tutti in Campeggio !


L'idea lanciata da Claudia calza a pennello con il periodo delle vacanze estive, però...
... però io in campeggio non ci sono mai stata!
In compenso ho girato con zaino e sacco a pelo fin da ragazzina, io e il mio sacco a pelo eravamo inseparabili, un regalo dei miei genitori che ho molto apprezzato.
Allora ho pensato che un sacco a pelo potesse servire anche alla Barbie.

Tanto per rimanere legata alla tradizione dei calzini, che ha dato il primo spunto per la creazione di Appuntamenti CreAttivi , ho pensato di dare nuova vita ad un mio vecchio calzino grigio in cotone grosso, si prestava perfettamente alla mia idea.
In realtà prima di me ci ha pensato Cì... ma l'importante è giocare!



Un colpo di forbice, qualche cucitura fatta a mano e un po' di uncinetto per creare un sacco a pelo che si possa arrotolare e portare sulle spalle.

Modello mummia... ai mie tempi si usava così, però verde militare!

Barbie è pronta per il campeggio... ora speriamo solo che qualcuno le offra un posto in tenda!




Hei, Topastro,
nella tua c'e posto?

Vi ricordo che l'iniziativa prevede di dare visibilità ad una Onlus che a voi stia a cuore, una Onlus che apprezziate particolarmente, per il progetto Campeggio io appoggio la Fondazione PRO.SA

E voi? Voi siete mai stati in campeggio?
Fateci vedere cosa si portano in campeggio le vostre bamboline, per il tema campeggio avete ancora tempo fino a fine Luglio.

sabato 23 luglio 2011

La cassetta della posta homemade.

I nostri vicini di casa sono partiti, staranno in montagna per 2 mesi e ci hanno chiesto di pensare alla loro posta... e a noi è venuto in mente di creare una cassetta delle lettere speciale nella quale conservare la loro posta!


Con una scatola che avevamo a casa, la cui misura risultava appropriata, un po' di colla vinilica diluita, della carta di giornale e dei colori a tempera abbiamo realizzato questa cassetta delle lettere.

Per rinforzare la struttura abbiamo incollato dei fogli di giornale con della colla vinilica, abbiamo fatto circa 3 strati perché la nostra scatola era molto leggera, utilizzando una scatola più strutturata la carta non servirà neppure.

Una volta asciutta la colla, con un taglierino ho inciso la scatola per creare la fessura dove va infilata la posta.
Con tempera grigia e rossa, A. si è dedicata alla fase di decorazione.


Alla fine con un pennarello ho aggiunto la scritta.

venerdì 22 luglio 2011

Il Venerdì del Libro:Un libro per la mamma e uno per i bambini.

Aderendo ad un'iniziativa di HomeMadeMamma anche questa settimana parteciperò a I Venerdì del Libro.


Questa settimana vi propongo due libri che qui abbiamo appena terminato di leggere, uno per piccoli lettori e uno per mamme (e forse anche papà!).


Arturo nel Pozzo
di Elena Cerri
illustrazioni di Anna ed Elena Balbusso




La storia di due bambini che amano disegnare e che con i loro disegni e la loro fantasia viaggiano in un mondo fantastico.


Il libro è piaciuto molto alle bambine per la storia semplice ma carica di significato.
A me è piaciuto perché mi ricorda le mie bambine che amano disegnare e inventare con i loro disegni mille storie.
Il libro è arrivato a noi grazie a nonna Lucia che lo ha scovato in un ipermercato dove vendevano libri a peso!!! 
5,50€ al chilo per la precisione! 





 Il secondo libro è l'ultima creatura della mia scrittrice preferita:






A dire il vero non so se sia già uscito in  Italia, io me lo sono fatto spedire dalla Spagna, comunque quando uscirà vi consiglio di leggerlo.
Un diario, il quaderno appunto, dove Maya scrive del suo ultimo anno di vita partendo dalla lenta discesa nell'abisso dopo la morte del nonno fino a toccare il fondo e poi .... beh, tutto non ve lo racconto!


Adoro da anni l'Allende e ancor più da quando ho cominciato a leggere i suoi libri in lingua originale, il primo libro che lessi D'amore ed ombra mi fu regalato e fu un regalo apprezzatissimo perché poi cominciai a leggere tutti gli altri libri di questa favolosa autrice.
Da quella prima lettura son passati credo vent'anni e ogni anno attendo il nuovo romanzo che non mi delude mai.


"Soy Maya Vidal, diecinueve  años, sexo femenino, soltera, sin un enamorado, por falta de oportunidades y no por quisquillosa, nacida en Berkeley, California, pasaporte estadounidiense, temporalmente refugiada en una isla al sur del mundo. Me pusieron Maya porque a mi Nini le atrae la India y a mis padres no se le ocurriò otro nombre, aunque tuvieron nueve meses para pensarlo. En indi, maya significa -hechizo, ilusiòn, sueño". Nada que ver con mi caràcter. Atila me calzaria mejor, porque donde pongo piè no sale màs pasto."

Per leggere le prime pagine andate  qui

giovedì 21 luglio 2011

Paperplate Jellyfish

Come ogni estate, dopo il meteo, l'argomento principe sono le meduse.
Mamme ansiose chiedono se ci siano meduse in acqua, prima di far entrare i figli... chiedono anche se ci siano alghe e granchi ... insomma signore mie questo è il mare!

Di granchi ce ne sono pochini, purtroppo e quei pochi vengono martirizzati dai bambini che li pescano e  li tengono ore sotto al sole nei secchielli con l'acqua che diventa bollente.
Le mamme in genere non intervengono, in favore dei granchietti, si lamentano solo quando arriva l'ora di riporre i giocattoli "butta via 'sti granchi morti, che schifo!"

Altre vittime sono le meduse, che vengono catturate con i retini e ammassate nei secchielli o gettate a riva e ricoperte di sabbia.


Ho insegnato alle mie figlie che non si deve far del male agli animali.
Certo, non essendo vegetariana, lo so che uccidiamo degli animali per nutrircene, ma la violenza gratuita, oltretutto sotto forma di tortura, tanto per far passare il tempo, la trovo aberrante!


Per lavoro trascorro la maggior parte della giornata in acqua e qualche medusetta si vede, l'anno scorso in tre mesi sarò stata punta 2 volte, è bastato uno stick all'ammoniaca e tutto si è risolto in fretta.

Le meduse che girano da noi sono urticanti, ma non mortali e i bambini dovrebbero venir educati al rispetto della natura e non ad averne terrore o peggio a torturarla.

Comunque noi oggi abbiamo dedicato il nostro lavoretto proprio alle meduse.

vi serviranno:

  • piatti di carta
  • borse di plastica
  • cucitrice
  • forbice
  • tempere
  • pennelli
Tagliando a metà un piatto di carta di ottengono due corpi di medusa.
Tagliando a striscioline delle borse di plastica colorate otterrete i tentacoli che verranno fissati alla base del corpo con la cucitrice.

medusa femmina...
che si distingue dai tentacoli color violetto!

Dipingete ora le meduse del colore che volete et voilà, le vostre jellyfish sono pronte in tutto il loro splendore!

medusa maschio...
che sa muovere i tentacoli mooolto più velocemente!

mercoledì 20 luglio 2011

CAT Sogni e Desideri: La felicità è un'avventura da vivere insieme.

La terza tappa della CAT di Mammafelice parla di condivisione per essere felici


"La tappa di oggi è un post-it per ricordarci che vivere insieme è la chiave della Felicità.E quindi vi chiedo: scrivete la lettera che non avete ancora scritto; fate la telefonata che avete rimandato; dite il ‘ti amo’ che non avete avuto il coraggio di dire, date l’abbraccio che non avete ancora osato dare." 


Questa tappa è tosta, non che non condivida appieno l'idea, ma esternare i sentimenti a parole, a volte, non è il mio forte... quindi ci ho messo 3 giorni a decidere se partecipare anche a questa tappa o no.
Alla fine ho deciso di partecipare...


Questo messaggio è per le mie figlie, mio marito e i miei genitori,
siete le persone più importanti della mia vita e senza di voi non sarebbe felicità... nonostante le discussione, le sgridate, gli angoli da smussare, penso che siamo un team fantastico.


Grazie, vi voglio bene!

domenica 17 luglio 2011

B.B.Q. per la barbie: grigliata di pesce, siamo al mare!

Ecco ancora un semplice lavoretto per il non contest di Appuntamenti CreAttivi: Barbie e Ken in Campeggio.
Vi ricordo che l'iniziativa prevede di dare visibilità ad una Onlus che a voi stia a cuore, una Onlus che apprezziate particolarmente, per il progetto Campeggio io appoggio la Fondazione PRO.SA

Un barbecue portatile per le grigliate da fare in campeggio... grigliate di pesce ovviamente! 



Con due scatole di tonno ben lavate ho costruito il barbecue, foderandole di nastro carta dipinto di rosso (le tempere per bambini non tengono sul metallo), due scatole di misura diversa sovrapposte ed incollate con la colla vinilica.
Con gli stuzzicadenti ho creato la griglia e poi l'ho dipinta.



Ho raccolto e spezzettato alcuni rametti per la legna da ardere, li ho poi incollati al fondo della scatola con la colla vinilica, per evitare di ritrovarmeli sparsi per casa!

I pesciolini li ho fatti con il Luodidou e poi li abbiamo dipinti con  i pennarelli, tracciando anche il segno della griglia.





Quindi invitiamo tutti al nostro barbecue, magari Claudia potrebbe portare le sue tende da campeggio che per la serata sarebbero ottime, sia grigia che rosa per noi va bene ugualmente!
Alle zanzariere pensa  .




Effettivamente ci vorrebbero delle sedie o degli sgabelli... magari Carta Canta dopo il lettino si cimenterà anche con qualcos'altro!
Nell'attesa ci accontentiamo del telo mare.







venerdì 15 luglio 2011

Il Venerdì del Libro: I segreti di New York

Aderendo ad un'iniziativa di HomeMadeMamma anche questa settimana parteciperò a I Venerdì del Libro.


Dopo avervi consigliato un libro su Los Angeles, ora con un coast to coast vi parlo di un libro su New York:





Un libro di piacevolissima lettura e molto interessante, sia che conosciate la città, sia che abbiate in mente di andarci... ma anche solo per sognare un po'.


Beh, io sono di parte perché adoro New York.
La prima volta ci sono stata una settimana, da sola a 24 anni... è stato fantastico girovagare per la città e lasciarsi rapire dal suo fascino...
Due anni fa ci ho portato i miei genitori e le mie bambine: New York ne ha per tutti i gusti :)


In questo libro troverete aneddoti che vanno da Brodway ad Harlem, passando per Ellis Islan... insomma vale la pena di leggerlo!

martedì 12 luglio 2011

CAT Sogni e Desideri: il tempo della felicità.

Seconda tappa della Caccia al Tesoro di Mammafelice.
Si parla di tempo, il tempo che dedichiamo a noi stesse, il tempo che ci manca, il tempo che vorremmo dedicare a noi stesse per poter essere mamme, mogli e donne migliori che sanno dare agli altri.

Desidero il tempo di...

  • riprendere a leggere libri in tedesco
  • annoiarmi sdraiata sul divano a non far null'altro che pensare
  • riprendere a fare 60km al giorno con la mia bici, alle 6 del mattino nell'isola ancora sonnolenta
  • scrivere le favole per le mie figlie (le ho scritte tutte prima che nascessero)
  • avere il tempo di andare in piscina e nuotare, nuotare, nuotare... 
  •  chiacchierare al telefono con le amiche che non vivono vicine a me
  • scrivere lunghe lettere
  • fare quattro chiacchiere, più spesso, con il mio papà che è sempre fonte di saggezza e mi infonde molto equilibrio
Trovo il tempo di...
  • studiare e praticare per diventare una shatzuka 
  • leggere libri in spagnolo
  • leggere, leggere, leggere... magari di notte ma il tempo lo trovo
  • parlare tranquillamente a quattr'occhi con mio marito
  • guardare qualche film in dvd con mio marito (senza crollare addormentata sul divano)
  • fare quattro chiacchiere col mio papà, almeno per telefono!
Da quando sono diventata mamma il tempo ha cambiato aspetto e spessore, tutto o quasi, è diverso ma mi piace com'è la mia vita ora.
Devo ringraziare la mia supermamma che spesso mi permette di prendermi del tempo per me!

lunedì 11 luglio 2011

Si fa presto a dire piñata... e se il palloncino ti tradisce?

Primo sabato di Luglio, due compagne della materna di mia figlia hanno festeggiato i 6 anni con una bella festa sulla spiaggia.
Le mamme mi hanno chiesto di preparare una  piñata...e  che ci vuole: basta un palloncino, della farina, carta di giornali e un po' di tempo!

Mi metto all'opera, gonfio il palloncino (60cm di diametro)a forza di polmoni, faccio i primi 2 strati, metto ad asciugare e me ne vado.

Al ritorno, quando tutto doveva essere asciutto e avrei dovuto iniziare il terzo strato, scopro che il palloncino si è sgonfiato e la struttura di carta si è afflosciata.
Proprio come era accaduto a Lucia purtroppo però io non ce l'avevo un altro palloncino di quelle dimensioni.
Così ho rigonfiato lo stesso, dentro alla piñata informe ed ho fatto un'altro strato, sperando che si sgonfiasse lentamente... così ho fatto anche una terza volta, ma il palloncino reggeva pochissimo, il mal di stomaco aumentava, quindi ho deciso di eliminare il palloncino e  lasciare asciugare bene la struttura raggrinzita.
Poi ho fatto qualche altro strato e alla fine ho ottenuto una specie di meteorite bitorzoluto.

Ora si poneva il problema di come decorare quella "cosa" così ho ritagliato dei rettangoli di carta velina e li ho incollati alla  piñata con un punto di colla (vinilica) al centro, arricciando il resto, come per questo albero ottenendo così un mostro peloso molto colorato, che è stato apprezzato da tutti!




Sarebbe potuta andare peggio ... no?!