sabato 11 maggio 2013

Body Parts... by Alessandra!

Alessandra, la babysitter d'inglese di Anna e Chiara, si è accorta che avevano memorizzato solo alcune delle parti del corpo, quelle più usate, ed ha ideato un progettino per ripassare le parole giocando.

Venerdì scorso si è presentata con questo bel poster dove aveva disegnato un corpo umano al quale le bambine hanno dovuto attaccare i cartellini con i nomi delle varie parti.


I cartellini sono attacca-stacca grazie a quella gommina collosa che vendono al super, quindi si possono riutilizzare più volte. Se poi avete la plastificatrice ... cosa che sto pensando di acquistare per mantenere più a lungo gli oggetti creati!


Le bambine poi hanno anche iniziato a colorare il ragazzotto che si presentava assai pallido!



Poi dopo aver memorizzato sommariamente le varie parti del corpo, le hanno fissate nella memoria giocando a GO FISH con queste bellissime carte ideate sempre da Alessandra!


























A questo punto della loro scolarizzazione, le bambine tendono a leggere le parole, in questo modo iniziano anche a familiarizzare con una scrittura diversa... però io non punto molto su questo aspetto, cosa che invece a scuola spesso accade (in particolar modo nella classe di Anna), preferisco che la lettura sia una cosa spontanea e graduale, in modo da non creare confusione tra l'inglese e l'italiano.
Ho visto che questo slow method ha avuto ottimi frutti con Chiara che già legge piccole storielle da sola.
Un ottimo aiuto in questo caso possono essere i libretti "emergent reader" che si trovano in rete o anche gli svariati mini-book.

venerdì 10 maggio 2013

Torta piena zeppa di cuoricini per il compleanno di Elisa!

Ancora una torta di compleanno, questa volta ricoperta di cuoricini.
Elisa aveva scelto questa bella cialda di PdZ con l'immagine di Barbie e io mi sono adeguata per il resto della decorazione.

Questa volta ho realizzato la Pasta di Zucchero usando le fruste per impastare dello sbattitore  a mano e devo dire che è venuta veramente bene ed ho anche potuto farne direttamente 1kg, mentre nel robot più di mezzo chilo non ci stava...


Con aggiunta di cuoricini montati su stick di legno


Buon compleanno Elisa!  

giovedì 9 maggio 2013

Pokemon Ball Cake con "ritratto" di Pikachu!

Ancora una torta di compleanno per un compagno di classe di Anna.
Questa volta Pokemon Ball 



Il disegno di Pikachu con i pennarelli alimentari


lunedì 6 maggio 2013

venerdì 3 maggio 2013

Star Wars birthday cake!

Ancora una torta di compleanno, questa volta per un bambino che ama Star Wars... non me n'ero accorta (non avendo figli maschi) ma i personaggi di Star Wars sono molto in voga al momento!

Non credo che bambini così piccoli abbiano visto il film, forse ci sono dei videogiochi... comunque la Lego ha tutti i personaggi e sono uno dei regali più gettonati!

Torniamo a noi, la solita torta al cioccolato con farcitura di crema alla nocciola (oramai un must), qualche scritta, qualche stella e una piccola riproduzione bi dimensionale di R2D2.

















Particolare della miniatura di R2D2



mercoledì 1 maggio 2013

Montessori Moment: Chiara&Teresa ai fornelli!

Avevo promesso a Chiara che lunedì, dopo judo, avrebbe potuto preparare la cena ... con noi c'era anche Teresa che ha voluto partecipare attivamente.

Riso Basmati saltato in padella con zucchine e gamberetti il tutto profumato al curry.



SALTIAMO LE ZUCCHINE

L'AIUTO CHEF PORGE LE MAZZANCOLLE GIA' COTTE

INSAPORIAMO

TERESA VERSA IL RISO NELL'ACQUA BOLLENTE:
  • 2 PARTI D'ACQUA PER UNA DI RISO, 
  • QUINDI IL RISO è LA META' DELL'ACQUA
  • L'ACQUA è IL DOPPIO DEL RISO
Giusto il tempo per un po' di Homeschooling prima di cena ;)


CHIARA IMPIATTA
TERESA SERVE IN TAVOLA

YUMMY!


venerdì 26 aprile 2013

Venerdì del Libro: recensione ed intervista " Poi ho smesso"

Tramite FB ho chiesto l'amicizia ad una compagna delle scuole medie, un modo carino e discreto per riallacciare i contatti con vecchie conoscenze che si son perse durante la crescita.

Poi un giorno, leggendo vari post sulla home page del social network, scopro che, con lo pseudonimo di Sofia Green, ha scritto e pubblicato un libro che verrà presentato il 27 Aprile a Reggio Emilia durante una cena al buio,  un evento di beneficenza in favore dell'Unione Italiana Ciechi.

Beh, c'è da chiederlo? Ho comperato subito il libro in formato e-book e mi sono tuffata nella lettura. 

Poi, ho smesso


Sinossi da Amazon

Io che non avevo mai chiesto, proprio per non sentirmi dire no.
Io che non avevo mai permesso a me stessa di provare piacere, per paura che si mutasse in dolore.
Io che avevo anche evitato di essere felice, per non dover poi soffrire.
Io che spesso non volevo iniziare, per timore che finisse.

Poi, ho smesso.





Anche per me, come per la protagonista del libro “leggere è come respirare” ma fermare su carta i propri pensieri richiede un attimo di calma e tranquillità, cose che ultimamente non ho decisamente avuto a disposizione.

La lettura di questo libro risale a prima di Pasqua, purtroppo però quest’ultimo periodo è stato piuttosto caotico, tra il lavoro e  gli impegni delle bambine … quindi arrivavo a sera senza le energie necessarie per mettermi al computer a scrivere una recensione.
Leggere queste pagine è stato un piacere, si è trattato di uno di quegli scritti che ti assorbono l’anima e la mente, di quei libri ai quali ti trovi a ripensare anche durante la giornata, quando la mente inizia a vagare allontanandosi dalla routine quotidiana.
Non è un libro breve, ma l’ho letteralmente divorato in  circa tre giorni... io leggo ovunque ci sia un attimo per me, quindi il vaporetto è prezioso: 15 minuti andare e 15 tornare durante i quali mi isolo dal mondo e mi tuffo nella lettura. Alla sera, quando le bambine vanno a letto (il marito è a Roma durante la settimana) mi preparo una tisana e mi concedo alla lettura finché non mi si chiudono gli occhi.

“Poi, ho smesso” parla di una rinascita, la storia di una donna che vive intensamente la fine del proprio matrimonio e contemporaneamente cerca di ricostruirsi un’identità cambiando il suo modo di essere, di porsi agli altri e persino la propria professione.
La storia di una donna che si trasforma come una crisalide, che prende coscienza lentamente del proprio essere, delle proprie aspettative e d esigenze, che non devono per forza partire dagli altri od essere in sintonia con quelle di chi le sta accanto per essere giuste o giustificate.

     Cara Sofia,  
tuo romanzo è stato coinvolgente, non ho avuto bisogno di rileggerlo per comprenderlo, è bastata la prima lettura. Ho annotato molte frasi che mi hanno  dato spunto alcune riflessioni.
Non so se mi sbaglio, ma mi è sembrato molto autobiografico, quantomeno nell'essenza se non nei dettagli.
Ho deciso di leggere il libro perché mi ricordavo di Sofia come di una ragazzina molto intelligente e determinata, non mi ha stupita scoprire la laurea in legge e la conseguente carriera da avvocato.
Ricordo che non mi capacitavo per il suo carattere ombroso e per il fatto che fosse spesso “arrabbiata” con gli altri.
Io pensavo “è intelligente, è bravissima a scuola, i suoi genitori non avranno niente da rimproverarle anzi l’adoreranno … perché non dimostra più felicità?”
Quindi mi hanno molto stupita le descrizioni del rapporto con i genitori, non so se siano solo finzione letteraria, perché pensavo che vivessi con loro una relazione idilliaca, alle medie di te pensavo “Perché è spesso scontrosa con gli altri? Perché non è felice e spensierata quando avrebbe tutte le ragioni per esserlo?"

Ricordo che ti trovavo difficile da approcciare, come chiusa in un riccio, quasi  a doverti difendere da noi, dagli altri, da quei compagni che forse intellettualmente non erano alla tua altezza.
Spesso  avrei voluto avvicinarmi a te per capire, ma trovavo la cosa troppo "laboriosa" e quindi ho lasciato perdere … questa è sempre stata una mia caratteristica, anche se sembro esuberante, in realtà sono sempre stata una persona timida, una timida che non sopportando la propria timidezza, cercava di sconfiggerla giorno dopo giorno.

Però le persone troppo chiuse mi ricordavano troppo me stessa, quindi alla fine mi allontanavo da loro, quasi temendo di poter essere risucchiata nella loro “chiusura”.

Quello che scrivi del rapporto con genitori molto esigenti, che spostavano sempre l’asticella per poter diventare la figlia perfetta e il conseguente senso di inadeguatezza, sono esperienza personale?
Non posso scrivere se non di quello che conosco... ricordi? Quindi scrivo la verità in primis. Poi, la seconda stesura cerca di eliminare i  particolari personalissimi e mettere in risalto quello che, della mia esperienza, può essere comune a molti, se non a tutti. Io lo chiamo "processo di universalizzazione del vissuto". Quello che fa o dovrebbe far scattare il cd. riconoscimento nel lettore: “sì, questa cosa che leggo mi riguarda, la sento mia, è accaduta anche a me...”, allora lo scopo dello scrittore è raggiunto. Ha scritto per gli altri e non (solo) per sè.
Premesso questo, i genitori esigenti che proiettano sul figlio i loro desideri e le loro aspettative sono molto più numerosi di quanto Tu immagini. Ho ritrovato questa problematica in molti figli, alcuni si sforzano di raggiungere un sereno distacco, altri neppure ne sono consapevoli ma soffrono con eguale intensità.

Appassionante nel tuo libro è la descrizione del percorso che deve fare la protagonista per liberarsi da tutte le sovrastrutture che la famiglia, il marito e la vita professionale le avevano imposto, prima di riuscire a trovare se stessa.
Essendo io diventata mamma per scelta MIA e non per convenzione, mi hanno molto colpita le considerazioni della protagonista riguardo alla maternità, avvenimento della mia vita che io avevo invece sempre dato per scontato e naturale. Probabilmente peccando di leggerezza.
La preoccupazione di ripetere gli errori dei propri genitori  è insita credo in ognuno di noi, può essere un monito per diventare genitori migliori (o diversi) ma non credo debba condizionarci a tal punto da temere di essere un danno per i nostri figli.

“… essere troppo apprensiva, puntare loro addosso i riflettori,
concepire delle aspettative sulle loro vite …”

Strada facendo si impara a preoccuparsi per loro senza essere apprensivi, ad insegnare loro ad avere delle aspettative cercando di dare dei suggerimenti senza essere soffocanti ma aiutandoli con il nostro supporto … insomma si impara a fare i genitori un passo alla volta.

Non credi che la protagonista abbia una sorta di “deformazione professionale” che le fa analizzare tutto in anticipo con l’intento di risolvere l’intero quadro della questione prima che esso inizi a prender vita, quasi a poter così eliminare il rischio di imprevisti? Non so se questo sia possibile in una causa legale … di certo non lo è per la vita.
Sicuramente ho marcato questo aspetto caratteriale della protagonista, avendolo ritrovato in molte persone, soprattutto nelle donne: pianificare, organizzare, prevedere, pensare in anticipo ,quando si ha in animo di realizzare un progetto. Il capitolo sulla maternità è forte e sentito: hai ragione quando dici che avere figli è un evento naturale, quasi scontato. A una condizione: che si sia raggiunto un grado di consapevolezza sufficiente ad essere un punto di riferimento per i figli e non vice versa. Troppe volte ho ascoltato racconti pieni di angoscia di figli che vengono richiesti di fare i genitori... dei loro genitori!
Sono d'accordo sul fatto che è impossibile eliminare gli imprevisti dalla propria vita e, d'altronde: perché volerlo fare? Lasciarsi sorprendere dal domani, da quello che accadrà fra un mese o  fra un'ora è una delle possibilità più affascinanti del nostro cammino sulla terra. Sofia ha imparato a lasciarsi andare!

Una delle fragilità della protagonista del romanzo è data dalla paura di non essere mai all’altezza, di non essere mai abbastanza per poter essere amata e anche questo la trattiene dall’avere dei figli

… tutto il disperato desiderio di piacere, mai abbastanza gratificato, tutta la solitudine di chi si sente respinto da ogni lato mi trattengono da questa intrapresa.”

Ora che ha un nuovo compagno, una persona che la stima  e la ama per ciò che è, senza riserve, mi chiedo se Sofia sia finalmente riuscita ad amare ed accettare se stessa.
Ho scritto intenzionalmente una storia a lieto fine. Da adolescente mi piacevano molto i libri che finivano male e, forse per questo, ho potuto leggere senza fatica tutti  i grandi classisi; con l'età che avanza, sono più  contenta quando il libro che prendo in mano ha una conclusione positiva o, quanto meno lascia spazio ad una speranza di miglioramento. Il percoso di Sofia ha esattamente quello scopo: dimostrare che si può prendere coscienza del proprio passato ed utilizzarlo per migliorare il presente. Certo, è difficile che gli errori non si ripetano:, “talvolta quei fantasmi si affacciano ancora oggi, dopo ch'è trascorso molto tempo. Ora però non c'è più battaglia, mi basta guardarli fisso in faccia un attimo perché svaniscano come ombre al sorgere del sole”

Ho trovato questo libro rassicurante, nonostante il travaglio emotivo che attraversa la protagonista, alla fine c’è la testimonianza della sua rinascita. Una lettura positiva che dimostra come, con costanza e caparbietà, imparando dai propri errori, si possa raggiungere l’obbiettivo.

Sicuramente la caparbietà è parte forte del tuo carattere, ne sono convinta per i ricordi che ho di te tra i banchi di scuola, ma anche per lo scorcio di vita che mi hai raccontato su FB. Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Ho scritto per fare il punto della situazione e per misurarmi con l'ennesima sfida: fin da quando ho imparato a leggere, è sorto in me il desiderio di emulare gli autori che stimavo. Non per desiderio di notorietà, ma perché i loro messaggi sono universali, mi ci sono riconosciuta e mi auguro di poterli trasmettere ad altri.

Che significato ha avuto per te la stesura di questo romanzo e a chi è “dedicato”, ovvero a quale pubblico?
 La mia intenzione è offrire a ciascun lettore almeno uno spunto di riflessione, un argomento su cui confrontarsi con gli amici, anche sulle pagine dei social networks, nei blogs (a quanto pare, almeno con Te, ho raggiunto lo scopo). Mi piace che le idee universali circolino fra le persone, si sviluppino; mi piace la dialettica e la critica costruttiva. Sono convinta che servano a sviluppare l'autoconsapevolezza individuale di cui c'è tanto bisogno: troppe persone poco o nulla consapevoli fanno molto male. Poi, ho smesso può apparire un libro dedicato alle donne, ma alcuni lettori già lo consigliano all'altra metà del cielo come contributo per comprendere sempre meglio il (misterioso) universo femminile.


Concordo con Sofia, questo libro non è solo per le donne, anzi. Credo che sia un esempio di come si possa cambiare la propria vita se se ne ha la forza  e la costanza. Quindi ve ne consiglio la lettura.

Inutile dire che ... aspetto il prossimo libro di questa neo scrittrice!

Con questo post partecipo a  I Venerdì del Libro di  HomeMadeMamma

sabato 13 aprile 2013

Aritmetica con papà: giochiamo a Rubamazzo!

Lunedì pomeriggio, il Comandante sarebbe stato a casa ancora per un paio d'ore, prima di partire per Roma, quando ha deciso di insegnare alle bambine a giocare a Rubamazzo, per allenare la mente al calcolo veloce. Una versione semplificata e adattata.

Vi servirà 1 mazzo di carte da Scala Quaranta senza jolly e senza Jack, Queen e King: quindi solo carte dall'uno al 10.

Ogni giocatore riceve 3 carte e poi sul tavolo vengono scoperte altre tre carte.
A turno ogni giocatore prende le carte dal tavolo se può, sennò deve pescare una carta dal mazzo.

Con solo queste semplici regole, le bambine si sono divertite ed hanno esercitato i calcoli numerici senza grande sforzo.



Questo gioco è utile per comprendere la scomposizione dei numeri perché con una sola carta si possono prendere più carte che formino lo stesso valore.



giovedì 11 aprile 2013

I numeri amici: esercitiamoci con i complementari del dieci!

Ora che anche Anna sa far di conto... ho realizzato queste carte perché le due sorelle possano esercitarsi con i numeri complementari del 10 giocando assieme.

Per facilitare Anna ho disegnato i numeri degli stessi colori dei regoli... salvo poi scoprire che non aveva bisogno di nessun aiuto!


Il gioco consiste nel calare una carta e vedere quanto velocemente l'avversario riesca a trovare la carta complementare per formare 10.
Questo giochino serve per memorizzare alcune somme, come appunto quelle che formano il 10 che serviranno poi ai piccoli matematici per essere più veloci nelle addizioni... a breve anche un esercizio per le sottrazioni.


Abbiamo scoperto che Anna è velocissima, allora Chiara ha proposto di scomporre (quando possibile) anche il numero di risposta.
Ad esempio se la prima cala un 6, la risposta può essere 4 oppure 3 e 1.

Questi esercizi servono anche quando si passa alla seconda decina, alla terza etc...ect... 
Mi sono accorta che inizialmente Chiara rispondeva a 7+3= 10 ma poi 17+3 ... la portava a contare 18, 19, 20.
Quindi chiaramente la bambina non aveva assimilato completamente il meccanismo, anche grazie a queste carte, ora è più rapida e sicura nel calcolo.





mercoledì 10 aprile 2013

Montessori Moment: le tabelline con il mandala delle tabelline

la classe di Chiara ha iniziato venerdì scorso con le tabelline, al momento quella del 2.
Per casa i compiti consistevano nell'impararla a memoria e poi saper rispondere anche se interrogati a salti.

Tempo fa avevo scoperto questo strumento leggendo questo post de Lapappadolce, Maria è sempre stata fonte di grande ispirazione del mio homeschooling con i suoi post bellissimi ed esplicativi.

Quando le bambine erano alla materna ho costruito le Aste Numeriche che son state di grande aiuto per comprendere il valore dei numeri e poi Anna le ha usate quest'anno, all'inizio della scuola per le prime addizioni.

Ecco come appare la tabellina del 2.
Questo strumento mi è piaciuto perché:

  • aiuta a capire le tabelline in modo intuitivo, il bambino ci arriva da solo senza grandi spiegazioni e senza grosso sforzo.
  • è autocorrettivo: se la tabellina non è corretta la figura non risulta armonica.
  • oltre alla mente esercita il corpo: coordinazione oculo-manuale!


















Dopo la tabellina del 2, Chiara ha realizzato da sola quelle del 3, del 4 e del 5 capendo che l'orologio è una tabellina del 5!

Lo so che questo non è l'ordine nel quale vanno insegnate le tabelline, ho letto su alcuni testi che si dovrebbero presentare quella del 2 poi quella del 10 e poi quella del 5... teoria avallata da una dimostrazione sulla tavola pitagorica di quanti incroci si possano già ottenere con queste tre tabelline.
Dicevo: so che forse non è il procedimento giusto, o forse anche sì secondo altre fonti, il punto qui sta nel fatto che a Chiara non sono state insegnate, le ha realizzate da sola con questo utilissimo strumento. Quindi se la sua testolina ha ragionato e lei ha imparato qualcosa in più: BEN VENGA !!!

Personalmente non mi sono cimentata nella costruzione della tavoletta, l'ho comperato alla Opitec, ma se volete farvelo da soli e non siete abili con il legno, ecco l'ottima idea di mamma che giochi!

lunedì 8 aprile 2013

Montessori Moment: Chiara prepara la pastasciutta per la cena della famiglia.

Chiara ha deciso che vuole cucinare, quindi dopo aver arrostito, qualche tempo fa, gli spiedini per lei e sua sorella, domenica sera si è cimentata con la pastasciutta: siamo o non siamo italiani ;)

Iniziamo con tagliare le olive da mettere nel sugo (per questa volta Chiara ha usato del sugo già preparato... era davvero tardi e qui si va a letto presto quando il giorno dopo c'è scuola!), però ha già detto che la prossima volta vuole partire dai pomodori!

 Anna ha partecipato apparecchiando la tavola!


Il timer suona dopo 8 minuti, ma la piccola cuoca assaggia e decide che bisogna cuocere ancora un po'


Ora tutti a tavola!


giovedì 4 aprile 2013

Torta di compleanno per la mia piccola Judoka 柔道家

Chiara ha compiuto 8 anni alla fine di Febbraio ma, causa l'epidemia di influenza che ha colpito la classe dei Folletti, la festina con le sue amichette è stata sempre rimandata.

Oggi a pranzo ci saranno 8 bimbe pronte a mangiare pizza e a vedere il film di Ribelle  epoi si gusteranno questa torta.
Buon divertimento!





























martedì 26 marzo 2013

Impariamo a leggere l'ora (parte 3)



Dopo le attività di questo e quest'altro post
Come prima attività abbiamo ridisegnato la linea del tempo per ripassare il concetto delle 24 ore di una giornata e aver colorato le varie ore a seconda delle attività svolte in quel momento. 

Una lettura interessante, con alcuni esercizi per ripassare il concetto delle 24 ore è sicuramente fornita da questo pdf 
Sono andata alla ricerca di alcuni siti dove ci fossero orologi per esercitarsi... Chiara e Teresa hanno molto apprezzato.

Inoltre ho creato per Chiara una cartella contenente una raccolta di informazioni per "codificare"  le varie parti della giornata e le varie ore di attività.

Sono partita da una semplice scheda di divisione della giornata in 4 parti: MATTINA, POMERIGGIO, SERA, NOTTE.

Poi ho distribuito le ore della giornata lungo una linea del tempo, come aveva fatto la maestra.

 Poi ho creato una scaletta giornaliera più dettagliata, evidenziando l'ora della sveglia, dell'entrata a scuola, dell'uscita, del pranzo, dei compiti, della TV (solo mezz'ora!), della cena e infine l'ora in cui si va a letto.

Poi ho realizzato una linea del tempo per ogni giorno della settimana, personalizzandolo con i reali orari di Chiara...


Per il suo compleanno Chiara ha ricevuto un orologio... e l'avventura è cominciata!







lunedì 25 marzo 2013

Colpita a sorpresa dal co-sleeping :(


"Galeotto fu il libro"




Io, quella che ha sempre sostenuto "un letto per ciascuno, ciascuno nel proprio letto", proprio io sono stata colpita dal co-sleeping... senza neanche accorgermene!

Gli orari qui, per andare a dormire, sono abbastanza regolari... fino all'anno scorso le bambine andavano a dormire alle 20:30. Da qualche mese, vanno a letto alle 20:30 per leggere e poi alle 21:00 si spegna la luce e si dorme.
Spesso, quando loro vanno a letto a leggere, anche io mi metto nel mio letto con un libro: la tv non mi attira un granché, il Comandante durante la settimana è a Roma, quindi...

Da qualche settimana a questa parte, le bambine hanno cominciato a chiedere di venire nel lettone per leggere tutte assieme.
Anna legge uno dei suoi libretti, io ho il mio lettore con l'ultimo e-book scaricato e Chiara uno dei libri che deve leggere per scuola (uno ogni 2 settimane).

Anna è la prima a finire, però non torna nel suo letto, spegna la luce dal suo lato e si accoccola vicina a me.
A un certo punto devo smettere di leggere anch'io per ascoltare Chiara che vuole leggermi un pezzo del suo libro.
Sarà la stanchezza post influenza, sarà la primavera, ma spesso mentre Chiara legge IO  MI ADDORMENTO!
Così finisce che dormiamo tutte e tre nel lettone per un paio d'ore, poi quando mi risveglio, le spedisco nei loro lettini, dove vanno senza protestare.

Non ho mai praticato il co-sleeping quand'erano neonate, semplicemente non rientrava nelle mie corde.
Le bambine non hanno mai protestato per andare a letto, prima di dormire c'è sempre stato il rituale della lettura di un libro e poi spesso anche una fiaba sonora, oppure un cd di musica classica o di storielle in inglese. Ho sempre approfittato di quei momenti di tranquillità per far ascoltare a loro qualcosa di bello, perché ho notato che quei momenti in silenzio nel lettino, al buio, sono carichi di attenzione.

giovedì 21 marzo 2013

Ciambella morbida all'arancia.

Ancora una ciambella morbidissima cotta con il Fornetto Versilia!


Ingredienti:

  • 300 gr di farina "00"
  • 1 bustina di lievito
  • 150 gr di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 3 uova
  • 80 ml di olio
  • 80 ml di succo d'arancia (1 arancia)
  • la buccia grattugiata di 1 arancia bio
  • 160 ml di latte
  • gocce di cioccolato

Separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve ben ferma (con il pizzico di sale)
Sbattere i tuorli con lo zucchero finché diventino belli spumosi, aggiungere la buccia d'arancia, il succo e l'olio. Unire gradatamente la farina miscelata al lievito e setacciata alternandola al latte e mescolare lentamente
Aggiungere le gocce di cioccolata in quantità a voi gradita.
Per ultimi aggiungere gli albumi un po' alla volta, mescolando dall'alto in basso per incorporarli senza smontarli.

Ungere con olio la pentola Fornetto  e versare il composto.

Posizionare la pentola sul fuoco con l'apposito spargifiamma e far andare a fiamma alta per 5 minuti e poi al minimo per 1 ora e 10 ... controllare con lo stecchino ma senza mai aprire la pentola prima che siano trascorsi almeno 40 minuti.


 

Con il Fornetto Versilia farete delle torte morbidissime, spendendo molto poco perché si cuoceranno sul fornello del gas, quello piccolo del caffè, anziché nel forno elettrico!

martedì 19 marzo 2013

Auto-produzione: detersivo per pavimenti fatto in casa.

Stufa di tossire disperatamente ogni volta che utilizzavo i detersivi industriali per lavare il pavimento, mi sono messa alla ricerca, in rete di qualche informazione per auto produrre un detersivo.

Ho trovato molte informazioni ed ho mischiato qualche ricetta, fino ad ottenerne una che mi aggradasse.

Ingredienti:

  • 3 litri di acqua (meglio se calda)
  • 3/4 di tazzina da caffè di aceto bianco (anche di mele) 
  • 10ml di alcool denaturato
  • 2 cucchiai di bicarbonato
  • una goccia di detersivo per piatti
  • olio essenziale profumato 10gtt oppure qualche goccia di Tea Tree Oil



Usare un panno di microfibra, io ho un mocio in microfibra che funziona alla meraviglia.
Uso questo detersivo per tutta la casa, palquet verniciato e piastrelle di biancone anticato.
L'odore dell'aceto sparisce subito, appena asciutto.
L'effetto profumo dell'olio invece non mi ha convinta, sparisce subito. Tant'è che ho deciso di non metterlo.

Il risultato non ha nulla da invidiare a quello dei prodotti industriali...
... provare per credere!


lunedì 18 marzo 2013

Mandala d'acqua.

Seguendo le indicazioni di Antonietta, abbiamo realizzato questi graziosi mandala d'acqua.
Un lavoretto semplice e d'effetto che lascia i bambini affascinati dalle trasformazioni del disegno causate dall'acqua.


Vi occorreranno:

  • pezzi di stoffa di cotone 
  • pennarelli lavabili
  • pipette contagocce
  • dei contenitori
  • mollette da bucato
Lasciate che i bambini decidano come disegnare il loro mandala e, una volta realizzato, fissatelo sopra un contenitore che servirà per raccogliere l'acqua sporca di inchiostro e  anche per tenere il lavoro teso.



venerdì 15 marzo 2013

Venerdì del Libro: Il bambino senza nome.

Con questo post vi presento un libro per  I Venerdì del Libro di  HomeMadeMamma, dopo una lunga assenza. L'ultimo libro era un audio-book per bambini, quello di oggi invece tratta di una storia vera, narrata dal figlio del protagonista.



Il bambino senza nome di Mark Kurzem

Il titolo originale del libro è "The Mascot" narra infatti la storia di un bambino "salvato" dal gelido inverno russo, da una brigata Lettone che ne farà appunto la loro mascotte.

Il piccolo bambino ebreo riesce a  scappare dallo sterminio degli ebrei del suo villaggio in Bielorussia, durante i primi anni della Guerra Mondiale. Scappa nascondendosi nella foresta, finché viene trovato dal 18° Lettone e portato nel cortile di una scuola per essere fucilato assieme ad altri.
Il bambino si ribella e chiede un pezzo di pane prima di morire... questa domanda gli salverà la vita . Il sergente Kulis decide di non fucilarlo e , una volta scoperto che il bambino è stato circonciso, gli suggerisce di non far scoprire questa cosa a nessuna se vuole avere salva la vita. Il piccolo ebreo viene così "adottato" dalla brigata Lettone che ne fa un piccolo soldato da usare nei filmati di propaganda e  forse anche un balsamo per lenire la propria coscienza....

L'autore scopre l'infanzia del padre quando questi decide in una confessione fiume, di raccontargli tutto ciò che sa, che crede di sapere, che ricorda... in fin dei conti era solo un bambino di 6 anni all'epoca dei fatti.

Inizia così una ricerca per scoprire che sia e da dove venga il protagonista di questa incredibile storia.


Questo libro ha una narrazione molto asciutta e assolutamente adatta all'argomento trattato. La storia è coinvolgente e presenta varie sfaccettature, come appunto l'animo umano, inoltre pone l'accento anche sul rapporto padre figlio.



venerdì 8 marzo 2013

Influenza e "far di conto" ... strategie di calcolo ;)

Chiara ed Anna sono influenzate... come il resto dell'Italia ;)
Non prendevano l'influenza da anni, gli scorsi inverni solo una giornata di febbre e poi di nuovo in sella... quest'anno abbiamo pareggiato il conto con gli sconti degli anni passati :)

Questa influenza viene con febbre molto alta: loro viaggiavano sui 39.7 per intere giornate o nottate, quindi ha portato molta stanchezza. Inoltre il pediatra dice che abbassa molto le difese immunitarie, quindi di stare attenti per il rientro, attendere che si siano realmente rimesse.

Nonostante arrivassero i compiti e il materiale svolto in classe, soprattutto per Anna perché i FOLLETTI son stati decimanti, non abbiamo avuto grandi occasioni per studiare.

Questa mattina, stavano un po' meglio, quindi ne abbiamo approfittato: mentre Anna si dedicava a distinguere CE e CI da CHE e CHI... con Chiara ci siamo esercitate a velocizzare il calcolo aritmetico.

Per farlo ho usato questo semplice ma efficace esercizio che obbliga il bambino  a scomporre il numero ... una "complicazione" dei numeri amici o del muretto dei numeri.

Si tratta do effettuare una sottrazione con il passaggio alla decina.

35 - 9 = 
Sottraggo 5 da entrambi i numeri e arrivo alla decina,
prima tappa...
35 - 9 = 30 - 4 = 
a questo punto non resta che sottrarre ciò che rimane del 9 iniziale, dalla decina
30 - 4 = 26
operazione che risulta molto facile dato che si tratta di usare i complementari del 10 (10 - 4 = 6)

Per utilizzare questo tipo di strategia di calcolo si devono saper scomporre i numeri, ovvero bisogna sapere (in questo caso) che 9 è composto da 5 + 4 , argomento con il quale Chiara non ha molta confidenza.

Lei ha giustamente obbiettato che avrebbe anche potuto fare
35 - 9 = 35 - 10 = 25 + 1 = 26
Ovviamente sì, per quanto riguarda questo specifico esempio... allora le ho proposto:
25 - 8 ...

Per aiutarla a comprendere come doveva svolgere l'esercizio, ho usato i regoli in questo modo

25 - 8 = 20 - 3 = 17  










Dopo aver fatto un paio di operazioni utilizzando i regoli, Chiara è passata all'operazione scritta.
Inizialmente scrivendo tutti i passaggi e poi a mente.

Le ho chiesto di dire a voce alta i vari passaggi, in modo da controllare che svolgesse realmente l'esercizio in questo modo e non "contando sulle dita" 13 - 6 = 12, 11, 10, 9, 8, 7 !!!

Ora però ci riposiamo 
perché la stanchezza inizia a farsi sentire...



venerdì 1 marzo 2013

Play Group: Jack and Jill went up the Hill.

La filastrocca di questo mese al Play Group sarà 
"Jack and Jill"


Abbiamo iniziato ascoltando e mimando la canzoncina, poi abbiamo utilizzato le Wallwords per ripetere la filastrocca tutti assieme:
JACK, JILL,UP, HILL, PAIL, WATER, DOWN, BROKE, CROWN, TUMBLING AFTER...

Per questa settimana abbiamo imparato la prima parte della filastrocca, poi lentamente procederemo.
Lo scopo dell'imparare una filastrocca in rima, sta nell'avvicinare il bambino alla nuova lingua tramite il ritmo e rendere più facile il ripetere le parole con la pronuncia esatta.
Proprio come accade con le canzoncine, ma qui tutto avviene più lentamente e c'è la possibilità di assimilare un maggior numero di vocaboli in modo corretto.

La filastrocca ha alcuni agganci con quella di "Itsy Bitsy Spider" del mese scorso:

WENT 
  • The Itsy Bitsy Spider went up the water spout...
  • Jack and Jill went up the hill...
UP end DOWN
  • up the water spout... e up the hill...
  • down came the rain... Jack fall down


Jack and Jill 

Jack and Jill went up the hill 
to fetch a pail of water,
Jack fell down and broke his
crown
                                     and Jill came tumbling after.

Up got Jack, and home did trot 
as fast as he could caper,
he went to bed and bound his head
with vinegar and brown paper.



La filastrocca di Jack e Jill  ha una connessione con la storia francese!

Le radici della filastrocca, di Jack e Jill vengono appunto dalla Francia. 
Jack e Jill  si dice che siano il re Luigi XVI (Jack) che fu decapitato (perse la corona), seguito dalla sua regina Maria Antonietta (Jill) che crollò dopo (tumbling after). Il testo della filastrocca è stato reso più leggero e più accettabile come filastrocca per bambini, fornendo un lieto fine! 
Le decapitazioni reali sono avvenute durante il periodo del Terrore nel 1793. La data della prima pubblicazione del testo della rima Jack e Jill è 1795 il che attesterebbe dei legami con la storia dei regnati francesi.

Nursery rhymes music